Aeroporto di Firenze: polemica sulla valutazione dei rischi

M5S: "È compatibile l’esistenza di uno stadio da 40.000 posti a meno di un chilometro dalla pista di un aeroporto intercontinentale?"


A dicembre 2016 sembrava avvicinarsi la tanto attesa riqualificazione dello scalo toscano, auspicata dal mondo imprenditoriale e combattuta dai comitati della Piana metropolitana.
"Da allora la VIA è rimasta ferma presso il Ministero dell’Ambiente in attesa di essere firmata anche dal MIBACT, senza comunicazioni ufficiali ai Comuni coinvolti né notizie su come il privato che la realizzerà con risorse pubbliche intenda sciogliere tutti i nodi messi in evidenza dal testo. La VIA è un documento tecnico e, come tale, una volta sottoscritto dai Ministeri competenti, difficilmente potrà essere disatteso: non vorremmo che dietro questa attesa si celasse qualche maldestro tentativo di eludere o rimettere in discussione le disposizioni in esso contenute” il commento del sindaco di Sesto Fiorentino

“Dagli imminenti annunci dell’uscita dell’autorizzazione ministeriale per il nuovo Aeroporto di Firenze a pochi giorni dal voto referendario del 4 dicembre ad oggi non si è saputo più nulla - commenta la capogruppo del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi – il PD ha perso il referendum ma deve aver perso anche l’autorizzazione VIA in qualche ufficio ministeriale perché ad oggi, dopo oltre 90 giorni le 250 pagine della relazione ministeriale non sono ancora state pubblicate".

"Comincia a trapelare qualche indiscrezione e qualche giornale on-line ha pubblicato uno stralcio di una delle più importanti prescrizioni: quella che chiede uno studio del rischio di incidente aereo ad un soggetto terzo pubblico con esperienza, esautorando di fatto l’Ente Nazionale per la Navigazione Civile (ENAC). Questo vuol dire sostanzialmente che ENAC non è stata ritenuta attendibile e che i rischi per il volo e per la popolazione circostante esistono e sono fondati, come abbiamo sempre detto in Consiglio Comunale e scritto in tutti i nostri documenti".
"La Commissione VIA chiede anche che vengano evitate rotte con il sorvolo dello stabilimento di Toscochimica vista la sua estrema pericolosità: il massimo livello della Direttiva Seveso. In questo caso essendo la pista monodirezionale (dovendo cioè servire sia ai decolli che agli atterraggi) sarà difficile evitare di sorvolare la fabbrica durante l’atterraggio, proprio per l’impossibilità di procedere a zig-zag a pochi metri dal suolo.
La Commissione VIA chiede inoltre di far calcolare all’Ente Terzo le zone di rischio intorno alla nuova pista con i più moderni sistemi, le cosiddette “Curve di isorischio”, che basandosi sui dati statistici e altri fattori, possono più realisticamente calcolare le zone di interdizione vicino alla pista al posto delle antiquate zone di stampo geometrico che sono state usate, come abbiamo richiesto già il 28 novembre 2016 nella nostra interrogazione n.2145.
In questo intreccio di valutazioni rientra anche il progetto del nuovo stadio per il quale non sono ancora riusciti a rispondere alla semplice domanda: “È compatibile l’esistenza di uno stadio da 40.000 posti a meno di un chilometro dalla pista di un aeroporto intercontinentale? Non sarà un tantino azzardato?” Invece di rispondere con cognizione di causa continuano le dichiarazioni e le giornalate con gli annunci del nuovo progetto.
L’ultimo saggio si è avuto anche con la nostra mozione n. 2147 che chiedeva di valutare l’impatto cumulativo delle grandi opere (inceneritore, aeroporto, stadio, terza corsia autostradale, mercafir) sulla salute della popolazione dell’area di Firenze Ovest dove verranno realizzate. La mozione è stata valutata in commissione congiunta, Sanità più Ambiente, e nonostante l’audizione di un epidemiologo regionale che ha dichiarato l’assenza di una valutazione sanitaria globale, è stata rinviata di trenta giorni per poter essere bocciata con più calma. L’andazzo è quello di farci passare come “allarmisti”, “tecnici improvvisati”, “trogloditi anti-progresso” e in ogni occasione, dal consiglio comunale tematico alle commissioni, ci appellano come incompetenti e ci ridicolizzano, quando semplicemente ci informiamo e studiamo ogni particolare con l’aiuto di esperti del settore.
Fatto sta che ad oggi – conclude Silvia Noferi – il parere al progetto del nuovo aeroporto non è favorevole, tanto da venire nascosto, e gli incompetenti molto probabilmente non eravamo noi ma chi asseriva che il nuovo aeroporto avrebbe portato posti di lavoro e sviluppo”.

Il sindaco di Sesto fiorentino, Lorenzo Falchi ha così commentato le indiscrezioni: “Siamo esterrefatti e preoccupati per il dibattito a tratti surreale che sta nascendo intorno alla VIA per la nuova pista dell’aeroporto di Peretola. A dicembre è stato annunciato il parere favorevole della Commissione, ma, ad oggi, del lungo testo licenziato, gli Enti locali conoscono soltanto anticipazioni e indiscrezioni pubblicate dalla stampa. Si parla di oltre 140 prescrizioni e ogni giorno emergono nuovi elementi che rendono sempre più evidente l’insensatezza di quest’opera dannosa per lo sviluppo del nostro territorio” 

Andrea Ceccarelli, consigliere delegato della Città Metropolitana alle Infrastrutture ha risposto: "Le dichiarazioni del Sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi sulla nuova pista dell'aeroporto di Peretola rispondono a un copione emotivo: creare panico quando non si sa che pesci prendere. Ma questa volta - e me ne dolgo - c'è un'aggravante: quella di esercitare pressioni indebite sui tecnici del Ministero dell'Ambiente, davvero inaccettabili".

Redazione Nove da Firenze