Aeroporti e voli mancati, corsa ai rimborsi: ecco come

Un periodo nero per i vettori internazionali, i viaggiatori in difficoltà cosa possono fare?


Fino a ieri erano la novità, supportata dalle nuove tecnologie l'offerta di voli a basso costo non solo last minute era la scelta ideale per programmare una vacanza desiderata oppure un viaggio inatteso di lavoro, poi il tracollo con svariati casi finiti in cronaca tra le "brutte avventure" così titolate dai quotidiani del mondo.
I consumatori parlano oggi di "resa dei conti" per i molti vettori aerei low cost.

"Hanno fatto il passo più lungo della gamba - sostengono i professionisti di Aduc - non sono stati in grado di mantenere le promesse a clienti e dipendenti e stanno cominciando a cascare… in un modo o nell'altro. Tanto per cambiare, le prime vittime sono i passeggeri".
 Si tratta di ridimensionamento ma anche di vero e proprio fallimento "Quasi tutte queste compagnie aeree hanno sede legale al di fuori dell’Italia: Irlanda, Gran Bretagna, Spagna, Germania, e quando il passeggero deve rivalersi, sembra tutto difficile, anche  solo per avere indietro i soldi del biglietto che non si è potuto utilizzare per loro responsabilità".

Come mai? "Questo perché quasi tutte queste compagnie fanno orecchie da mercante giocando sul fattore complessità, costosità e scomodità di doversi rivolgere ad un’autorità fuori del territorio italiano per vedere riconosciute le proprie ragioni".

Ma non sarebbe poi così scomodo, sostengono i legali dei consumatori "La procedura molto economica esiste ed in teoria è attivabile presso qualunque ufficio del giudice di pace: il procedimento europeo per cause di modesta entità che esiste da anni ma che spesso non è reso disponibile dagli specifici uffici giudiziari. Ma la legge è legge, e lì dove ci siamo fatti valere, perché le cancellerie dei giudici ignoravano questo procedimento, sono stati costretti ad attivarlo".

La procedura, dove come e quanto tempo occorre. "Si attiva in caso di controversie che non eccedono i 2.000 euro, e ci si rivolge al giudice di pace del luogo in cui si ha il proprio domicilio. La procedura è basata sulla compilazione di moduli prestampati. Il ricorrente non deve partecipare a nessuna udienza. La procedura si svolge, con tempi definiti per legge, tra l’ufficio del giudice di pace del proprio domicilio e la corrispondente autorità giudiziaria del luogo dove ha sede chi viene chiamato in causa per imporgli il rimborso del dovuto. Nel giro di pochi mesi viene emessa sentenza, che è esecutiva. Ovviamente, il tempo che uno ha dovuto dedicare per star dietro a tutta la procedura è opportuno che venga monetizzando e chiesto come rimborso in aggiunta al rimborso in senso stretto".

L'associazione, che invita a rivolgersi presso i propri legali specializzati per qualsiasi chiarimento in merito a casi specifici, ha approntato una scheda pratica per consentire al consumatore di agire anche in regime di fai da te.

Redazione Nove da Firenze