Rubrica — Agroalimentare

​Acqua e cibo scarseggiano, cinghiali in città

La Regione dice Sì alla ‘braccata’ al cinghiale. Accolta richiesta di Cia e Arcicaccia


Accolta dalla Regione Toscana la richiesta della Cia Toscana per attivare la ‘braccata’ al cinghiale, quale intervento urgente e straordinario per far fronte all’emergenza siccità. La lettera con la richiesta di interventi era stata inviata nei giorni scorsi all’assessore regionale Remaschi, dalla Cia congiuntamente con Arcicaccia.

La prolungata siccità ha provocato la mancanza di cibo ed acqua nelle campagne e nei boschi, portando nei centri abitati e nelle aziende agricole ancora più cinghiali ed ungulati alla ricerca del cibo. Così si aggrava ulteriormente l’emergenza ungulati in Toscana. «La richiesta – commenta Giordano Pascucci, direttore Cia Toscana - è stata accolta e con una delibera si prevede la possibilità di effettuare la braccata dal 18 agosto al 28 febbraio. Questa modalità è attivabile dopo cinque interventi selettivi nei precedenti trenta giorni. Questi tempi possono essere fortemente contenuti – spiega Pascucci -. I 5 interventi selettivi si possono prevedere in 2-3 giorni ed attivare immediatamente la braccata. Con questa delibera è a disposizione una ulteriore opportunità di intervento per contenere la presenza di ungulati».

LA DELIBERA - La Delibera integra il Piano di controllo delle popolazioni di cinghiale in Regione Toscana; di cui alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 372 del 27 aprile 2016, sostituendo nell'allegato 1 della suddetta delibera, al punto 5.2, il testo della lettera d), con il seguente: d) Nelle aree agricole soggette a danni effettivi o potenziali effettivamente coltivate con colture (p.e. mais, favino, girasole, ecc.) tali che, per altezza e sviluppo vegetativo, non permettano l'avvistabilità dei cinghiali e quindi l'efficace utilizzo risolutivo delle altre tecniche di prelievo di cui alle precedenti lettere a), b), c) è consentito l'utilizzo della braccata (con al massimo dieci cani e sessanta persone armate). Gli interventi in braccata dovranno essere preceduti da almeno cinque interventi selettivi attuati nei trenta giorni precedenti nell'area di braccata o nelle zone adiacenti. Tali interventi, negli Istituti Faunistici Pubblici nel periodo compreso tra la terza domenica di settembre ed il 31 gennaio possono essere condotti solo nei giorni di martedì e venerdì. Gli interventi in braccata, per prevenire i danni all'agricoltura e per la tutela delle altre specie faunistiche, sono comunque possibili in tutte le aree di intervento diretto incluse quelle boscate o cespugliate, anche limitrofe, tra il 18 agosto ed il 28 di febbraio, con cani da seguita appositamente abilitati da ENCI come cani selettivi per la caccia al cinghiale in braccata, accompagnati dai loro conduttori, in numero massimo di 6 cani per muta. Nel periodo precedente al 1° settembre 2018, come fase di prima attuazione, oltre ai cani abilitati saranno impiegabili cani da seguita con iscrizione all'ENCI od altri ausiliari che garantiscano durante le azioni di controllo adeguata selettività sulla specie cinghiale. Gli interventi in braccata saranno eseguibili tra il 18 agosto e il terzo sabato di settembre, esclusivamente nei giorni di lunedì e venerdì, e nel periodo successivo, nei soli giorni di martedì e venerdì.

Redazione Nove da Firenze