Architetti italiani in Marocco

Attraverso i testi critici dei curatori e le fotografie d'epoca è ricostruito il percorso urbanistico intrapreso nei paesi dell'Africa settentrionale nell'arco di tempo di circa un secolo, tra l'instaurazione del protettorato francese e gli anni recenti.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
21 dicembre 2009 15:19
Architetti italiani in Marocco

È uscito in libreria il volume "Gli architetti italiani in Marocco dall'inizio del protettorato francese ad oggi" (edizioni Polistampa, pp. 144, euro 18), catalogo dell'esposizione che si è tenuta all'inizio di dicembre a Casablanca e che prosegue fino al prossimo gennaio a Rabat. Il volume, a cura di Ezio Godoli e Milva Giacomelli, storici dell'architettura all'Università di Firenze, e dell'architetto Abderrahim Kassou, presidente dell'Associazione 'Casamémoire' di Casablanca, fa luce su uno degli aspetti più significativi della presenza italiana in Marocco nel secolo scorso, ossia l'opera degli architetti che contribuirono al rinnovamento urbano con costruzioni uniche realizzate in tutta la zona del Maghreb.

Attraverso i testi critici dei curatori e le fotografie d'epoca, viene ricostruito il percorso urbanistico intrapreso nei paesi dell'Africa settentrionale nell'arco di tempo di circa un secolo compreso tra l'instaurazione del protettorato francese e gli anni recenti. Figure come Ignazio Sansone, Aldo Manassi e Domenico Basciano ci vengono raccontate attraverso le grandi opere realizzate in quel periodo, come il Consolato italiano, il Garage Fiat o gli edifici della Banca Commerciale Italiana a Casablanca e le strutture diplomatiche, alberghiere, sportive in città quali Rabat e Marrakech.

Senza dimenticare il ruolo dei nostri imprenditori edili, la cui collaborazione fu apprezzata e sollecitata in tutto il Marocco, e degli artigiani che adornarono gli edifici padroneggiando le tecniche degli intonaci modellati, della ceramica, del ferro battuto. Il volume, realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri italiano, è frutto di un lavoro di ricerca svolto sia nel nostro paese che in Marocco, dove è stata condotta l'esplorazione di ampi settori urbani. I testi sono in italiano e in francese.

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