Carceri: il governo riaprirà Pianosa

Il presidente Martini sulla riapertura del supercarcere annunciata dal ministro Alfano: «Su Pianosa un metodo inaccettabile». L'assessore alle politiche sociali Salvadori: «No a iniziative unilaterali»

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
06 novembre 2009 09:18
Carceri: il governo riaprirà Pianosa

Nel Piano Carceri è prevista la riapertura del vecchio penitenziario di massima sicurezza di Pianosa, dove saranno rinchiusi i mafiosi e i terroristi. Secondo il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "La migliore risposta alle minacce è riaprire le carceri di Pianosa e Asinara e fare del 41 bis uno strumento vero di lotta alla mafia". Un concentrato di nomi «pesanti» di boss della mafia ha caratterizzato la storia del carcere di Pianosa nella prima metà degli anni novanta.

Poi l'impianto fu abbandonato perché considerato scomodo e troppo costoso. L'isola è custodisce un paesaggio naturale da togliere il fiato, con bellezze come le scogliere coperte di ginepro e l'ultima colonia di alga Posidonia del Mediterraneo settentrionale. «Non è accettabile venire a conoscenza delle idee del governo sul futuro del carcere di Pianosa dalle agenzie di stampa. Mi auguro che il ministro Alfano voglia rapidamente recuperare un corretto percorso istituzionale e di confronto con la Regione e con tutte le istituzioni del territorio interessate».

Questo il primo commento del presidente della Toscana, Claudio Martini, all'annuncio, dato dal titolare del dicastero della giustizia, della riapertura del supercarcere di Pianosa. «Si tratterebbe di un'operazione - prosegue Martini – che costringerebbe all'impiego di enormi risorse, vanificando, oltretutto, investimenti e scelte compiute in questi anni per valorizzare la vocazione dell'isola ad un turismo sostenibile e alla tutela della biodiversità. La lott a alla mafia – conclude il presidente – è una priorità assoluta per il nostro paese; prendere la strada di decisioni costose e antieconomiche rischia di non essere di aiuto».

Anche l'assessore alle politiche sociali, Gianni Salvadori, critica soprattutto il metodo della decisione. «Sarebbe anzitutto opportuno – ha dichiarato – che su una scelta del genere il governo dialogasse maggiormente con le istituzioni locali anziché annunciare iniziative unilaterali. E questo – ha sottolineato Salvadori - anche alla luce del discorso complessivo che stiamo portando avanti con il Ministero della giustizia e che dovrebbe approdare alla firma di un patto per la riorganizzazione del sistema penitenziario toscano».

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