Aspettando Lucca Comics & Games... Max Bunker

Prosegue il viaggio, fatto di interviste, di Nove da Firenze in attesa di Lucca Comics & Games edizione 2009. Stavolta abbiamo incontrato, e chiacchierato, con il papà di Alan Ford: Max Bunker.


FUMETTI — Sta per aprire i battenti la rassegna di Lucca Comics & Games 2009 ed in vista di questo gustoso appuntamento sul territorio toscano abbiamo il piacere di ospitare sulle pagine internet di Nove da Firenze un maestro nell'arte dei comics cui sarà riservato un posto speciale all'interno della manifestazione lucchese.

Si festeggeranno infatti, con una mostra a lui dedicata, i 50 anni di carriera di un protagonista indiscusso del fumetto italiano: Luciano Secchi, classe 1939, meglio noto come Max Bunker, autore di fumetti, scrittore, editore e giornalista tra i più rappresentativi del panorama italiano, nonché uno dei più prolifici ideatori di personaggi rimasti impressi nella mente dei lettori, cresciuti con le generazioni che si sono susseguite accompagnando ciascuno di noi nelle ambientazioni più diverse, dal giallo al fantasy al grottesco medioevo, ma sempre e piacevolmente emozionanti.

Padre di Alan Ford, ma non solo, ricordiamo Maschera Nera, Maxmagnus, Kriminal e Satanik, vari generi letterari conditi con mano sapiente ed attenta di sfumature e caratteri che li hanno resi, negli anni, celebri.
Fondatore della rivista Eureka, cui tutti dobbiamo una sorta di formazione culturale al fumetto, ma anche scrittore di gialli e regista cinematografico.

Una carriera costellata di personaggi che hanno accompagnato diverse generazioni, fantasia e passione, successi dovuti anche ad una sintonia particolare con i propri lettori?
“E' sempre difficile stabilire le ragioni di un successo. Io sono un istintivo, quindi seguo il mio istinto senza pormi troppi problemi. Non faccio quello che penso possa piacere, scrivo quello che mi sento di scrivere e basta. Se sintonia c'è stata, è a riverso. Ovvero i lettori si sono messi in sintonia con me”.

A Lucca Comics & Games 2009 una mostra a lei dedicata, tornano alla mente più le fatiche affrontate da pioniere del genere comics o i risultati conseguiti sul campo?
“L'entusiasmo fa sparire qualsiasi difficoltà. Io sono sempre stato quello dal bicchiere mezzo pieno, quindi ottimista, entusiasta e passionale per questo stupendo mezzo di comunicazione”.

Il suo personaggio cui si sente maggiormente legato o caratterialmente affine?
“I malignetti affermano che sono affine al Numero Uno, ma io penso di avere un po' di tutti quelli che ho fatto. Il personaggio a cui sono più legato è Kerry Kross. Un fumetto che ha precorso i tempi e che non ha avuto ancora la considerazione che si merita”.

Il mondo dei comics così come appare oggi, tra nuovi stili di interpretazione, scuole tecniche che si avvalgono di supporti informatici, difficoltà editoriali, ha solo seguito lo scorrere del tempo oppure ha perso parte della magia iniziale?
“La magia dei tempi d'oro è finita con l'avvento della tecnologia. Videogames, iPod, internet eccetera... ha portato via spazio al fumetto. I giovani hanno questi diversivi più immediati. Leggere è sempre più ostico, anche se c'è il supporto delle figure. Ma nulla sparisce completamente. Il fumetto sta già diventando un fenomeno di nicchia”.

Da maestro di questo splendido mestiere, un consiglio ai giovani artisti del fumetto?
“Se vogliono avere un futuro devono stare attenti ad attraversare la strada col rosso. Essere investiti e magari uccisi impedisce lo sviluppo di una carriera”.

Ricordiamo che lo stesso Max Bunker sarà presente tra gli stand della kermesse, che andrà in scena a Lucca nei giorni di venerdì 30 e sabato 31 ottobre, per incontrare i lettori e c'è da scommetterci che non sarà difficile veder transitare tra gli stand pregiate prime edizioni di fumetti storici in cerca del proprio autore.

di Antonio Lenoci

Redazione Nove da Firenze