Amministrative 2009: i Verdi con Valdo Spini


Firenze, 21 Marzo 2009- «I Verdi appoggeranno Valdo Spini nella campagna elettorale per diventare Sindaco di Firenze perché è un politico e non un testimonial di altri poteri». E' quanto hanno dichiarato Giovanni Varrasi, capogruppo del Sole che Ride in Palazzo Vecchio, Mauro Romanelli, segretario regionale e Duccio Braccaloni, segretario cittadino. «Anzitutto - hanno spiegato Varrasi, Romanelli e Braccaloni - è un politico con una storia ben precisa, a partire dalle sue radici familiari fino alle cariche di ministro e successive scelte. Gli altri competitori, Giovani Galli e Matteo Renzi che fa credere di essere uscito virginalmente da un cavolo quando invece è solo la diretta espressione di un patto consociativo tra destra e parti importanti del PD in un blocco oligarchico, neoclericale e sviluppista che ha come primo obiettivo fiorentino e nazionale la distruzione dei PD come partito tradizionale, paiono svilire la politica democratica come noi la intendiamo, basata sulla memoria, sulla Storia, sulle distinzioni culturali e politiche ragionate all'interno di una esplicita visione del mondo e di Firenze. Gli altri competitori a sindaco vogliono invece propinarci una melassa vergognosa fatta di " piacionismo", finora completamente estraneo alla antropologia e ai valori della fiorentinità, facebook, battutine e semplificazioni assolutamente consone al finto nuovismo berlusconiano». «Valdo Spini - hanno aggiunto - è un candidato di centrosinistra, formula politica e culturale che esprime il meglio della politica italiana, l'unica che può contrastare, e ridiventa credibile nelle persone, nelle culture e nei programmi, l'aggregato trasformista della destra italica. La globalizzazione porta con sé un a tendenza all'appiattimento dei valori e alla manipolazioni, a fini di controllo di potere, dell'informazione e della comunicazione. Firenze è stata la culla di equilibri democratici centellinati ed efficienti e deve poter reagire di fronte alla possibile scomparsa come soggetto urbano libero e autonomo, del tutto particolare». «Questo candidato a sindaco, inoltre - hanno commentato Varrasi, Romanelli e Braccaloni - esprime una cultura laica, rispettosa dell'autonomia delle istituzioni anche se non disgiunta da sentimenti e appartenenze religiose. Le ultime vicende consiliari, non tanto quelle relative alla decisione di conferire a Giuseppe Englaro la cittadinanza onoraria di Firenze, quanto la non meditata e violenta risposta dell'arcivescovo e il silenzio di Renzi, ci mostrano anche a Firenze scenari totalizzanti che non immaginavamo. Valdo Spini considera l'ambientalismo una cultura politica centrale nel programma e non un pendant da appendere come orpello di potere o peggio come strumento affaristico e imprenditoriale che rischia di essere coperto "dall'ambientalismo del fare" di settori del Partito Democratico». «La coalizione che si va formando con queste caratteristiche ben delineate culturalmente e precise politicamente - hanno concluso - è aperta ai contributi importanti di altre forze che volessero aderire. Questo nostro sollecito ed esplicito pronunciamento vuole essere proposta positiva nei confronti del dibattito in corso negli altri partiti di sinistra su questo tema».
‘’Accolgo con grande piacere la decisione dei Verdi di sostenere la mia candidatura a Sindaco della città di Firenze. Si incontrano in questo modo un appello della società civile con la deliberazione formale di un partito. Un fatto molto positivo, dal punto di vista della capacità della politica di rinnovarsi. Nel caso del mio rapporto con i Verdi, si tratta anche di un nuovo appuntamento con delle tematiche che ho affrontato con grande impegno e soddisfazione nel periodo in cui sono stato Ministro dell’Ambiente, nella parte finale del Governo Amato I e per tutto il Governo di Carlo Azeglio Ciampi. Con la decisione dei Verdi, si dà un forte contributo all’affermazione di un’alternativa in una campagna elettorale fiorentina che si vorrebbe bipolare e scontata nel confronto tra Matteo Renzi e Giovanni Galli. Una campagna del genere, lo dico con tutto il rispetto verso queste due personalità, non rispecchierebbe fedelmente il vero panorama politico e l’insieme delle attese della nostra città. Da parte dei Verdi, si è messo allora in evidenza la necessità di una candidatura che rappresenti un centro sinistra modernamente riformista e quindi capace di comprendere in se l’importanza dei problemi dell’ ambientalismo e quella dell’ affermazione di una concezione laica della politica, tanto più necessaria oggi nel momento in cui la laicità dello Stato va riaffermata con convinzione. Per parte mia intendo portare avanti una battaglia per la città di Firenze, non contro qualcuno, ma per la sua riconciliazione ed il suo rilancio. Sono elezioni amministrative: si deve votare innanzitutto per un sindaco capace ed autorevole e per un Consiglio comunale che rappresenti pienamente la città, ma non c’è dubbio che ogni elezione, tanto più quella di una città significativa come Firenze, ha anche un risvolto politico e quindi, nel mio caso, la mia vittoria significherebbe anche l’affermazione dell’unico binomio vittorioso possibile: rinnovamento – sinistra di governo. Noi non crediamo che la ricetta del successo consista nel rinnegare se stessi ed il proprio passato: al contrario significa sapersi mettere alla prova nella crisi profonda di una città che vuole risposte vere e concrete, all’altezza della gravità della situazione e non una contesa mediatica all’insegna dell’effimero. Ad una contesa all’insegna dell’effimero io non sarei disponibile: la mia stessa storia e la mia stessa personalità stanno a testimoniare che la mia campagna elettorale sarà all’insegna dell’esperienza, della capacità, dell’onestà. Condivido l’augurio che altre forze e movimenti politici convergano con noi e per parte mia mi impegno in questo senso.”

Redazione Nove da Firenze