Alle origini di Livorno: dall’età etrusca a quella romana

Redazione Nove da Firenze
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21 febbraio 2009 17:49
Alle origini di Livorno: dall’età etrusca a quella romana

Livorno 21 febbraio- Livorno indaga sulle vicende più antiche del proprio territorio e lo fa attraverso la mostra “Alle origini di Livorno. L’età etrusca e romana”, in programma ai Granai di Villa Mimbelli dal 28 febbraio al 17 maggio 2009.
Promossa dal Comune di Livorno e dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, l’esposizione intende offrire un quadro, il più possibile completo, della storia di Livorno e del suo territorio nel corso del periodo etrusco e dell’età romana imperiale, prendendo in considerazione, sia i materiali di antico ritrovamento, sia la serie dei rinvenimenti effettuati negli ultimi anni nell’area della città e nelle immediate vicinanze.
Vasellame, bronzi e morsi equini, busti, fibule, anelli, unguentari e coppe di bucchero saranno esposti nelle grandi sale dei Granai lungo un percorso curato da Stefano Bruni (docente di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Ferrara) che, nel ricostruire il quadro della vicenda antica del territorio livornese, ha articolato la mostra in più sezioni relative ai diversi stadi evolutivi degli insediamenti.

Risulterà che Livorno non è poi tanto “giovane” e che fin dalla prima età del Ferro la sua area (da Santo Stefano ai Lupi, a nord della città, fino a Vada) presenta una forte vitalità strettamente connessa allo sviluppo del vicino Portus Pisanus. Dai ritrovamenti tombali risulterà infatti che già a partire da IX secolo a.c. piccoli nuclei insediativi sono strategicamente posizionati sia sulle colline (Monte Burrone e Limone), sia sulla costa in corrispondenza di approdi naturali come quello di Quercianella, la punta del Romito e il promontorio di Castiglioncello.
Interessantissime informazioni al riguardo saranno offerte dalla collezione archeologica Enrico Chiellini, donata al Comune di Livorno nel 1883 che, in questa occasione, viene in gran parte esposta al pubblico.

La raccolta riunisce un massiccio numero di reperti archeologici databili tra il XIII secolo a.c. e il VII° secolo d.c. di grande importanza storica per la ricostruzione del passato livornese e non solo, comprende anche significativi lotti di materiale come quello rosellano, tarquiniese ed etrusco centro-meridionale. In mostra sarà esposto il vero gioiello della collezione: una pisside in avorio scoperta in territorio cartaginese e risalente al 3° secolo d.c. Il prezioso ritrovamento non è pertinente al percorso espositivo che indaga sul territorio livornese ma è si è ritenuto opportuno esporlo in quanto risale alla seconda guerra mondiale la sua ultima esposizione pubblica.
Accanto alla collezione Chiellini la mostra proporrà anche importanti reperti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, come il busto bronzeo di fanciullo trovato nel 1739 presso la Fonte di Santo Stefano, il porta lucerne in bronzo recuperato nel 1873 alle Secche della Meloria e sempre alla Meloria il ritratto in bronzo di Omero rinvenuto nel 1722.

In mostra anche l’elmo risalente alla fine del IV secolo e rinvenuto alla Valla Benedetta nel 1692. Di proprietà dei Musei Vaticani sarà esposto un bellissimo cratere in bronzo trovato anche questo nelle acque antistanti Livorno, tra la Meloria e la Gorgona.
Il percorso si snoda attraverso le seguenti sezioni: l’Età del Ferro, documentata dai ritrovamenti tombali e ripostigli di bronzi; l’Età Arcaica e L’Età classica (V secolo a.c.) documentata dalla presenza di ceramica attica (vasellame verniciato); l’Età Ellenistica (IV-III secolo a.c) strettamente correlata agli sviluppi di Pisa che potenzia le proprie strutture portuali; i rinvenimenti di questo periodo attestano infatti lo sviluppo dell’insediamento del Portus Pisanus.

Infine l’Età Romana vede il sorgere di insediamenti rurali con una intensa attività artigianale che vanno ad affiancarsi agli approdi lungo la costa. Sorgono nel distretto livornese grandi insediamenti padronali (ville) e con il III secolo altri nuclei come quello di San Martino nell’area di Salviano.
Apre il percorso espositivo una sezione documentaria dedicata al collezionismo che ricostruisce l’ambiente culturale della Livorno settecentesca. Saranno ricomposte alcune collezioni ( quella di Gabriele Medina, di Federigo Vernacci ed Anthony Lefroy) ed esposte numerose opere di carattere antiquario e numismatico dell’editoria livornese di quel periodo.
La mostra “Alle origini di Livorno.

L’età etrusca e romana” è promossa dal Comune di Livorno e dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. La mostra ha avuto il contributo del Comitato Gabriele Cateni e della Camera di Commercio di Livorno.

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