Vendite in Toscana, 3° Trimestre 2008: malessere nella piccola distribuzione e nei prodotti no food


Firenze, 15 dicembre 2008- Ancora un trimestre in affanno, quello che caratterizza il settore commerciale della Toscana, dove la riduzione dei consumi delle famiglie registra un -2,4%, questa la risposta all’intensificarsi della crisi economica che si protrae dall’inizio dell’anno.
Pur evidenziando le difficoltà del momento, la Toscana conferma una migliore tenuta dei consumi rispetto all’Italia nel complesso (-3,3%) ed in particolare alle regioni del sud Italia dove le famiglie hanno ridotto le proprie spese di un -7,7%. Ma la Toscana soffre nel confronto con le regioni del centro Italia e del nord del paese dove la riduzione degli acquisiti ha rispettivamente registrato un (-1,8%) ed un (-1,5%).
La nota, relativa al terzo trimestre 2008, arriva dall’Osservatorio regionale sul commercio, a cura di Unioncamere Toscana e Regione Toscana.
In termini di fatturato, la crisi dei consumi interessa soprattutto le piccole (1-5 addetti) e le medie strutture di vendita (6-19 addetti) con significative riduzione nei ricavi (rispettivamente -4,8% e -4,7%). Unico dato positivo è relativo alla grande distribuzione (oltre 20 addetti) che, pur con una performance inferiore a quelle precedenti registra un aumento nelle vendite del +0,9%.
Sotto il profilo merceologico, nel periodo luglio-settembre 2008, non cambia lo scenario rispetto al trimestre precedente, solo gli esercizi non specializzati (ipermercati supermercati e grandi magazzini) hanno fatto rilevare un aumento (+1,6%) anch’esso inferiore a quello degli scorsi anni (+3,8% nel III trimestre 2006 e +4,4% nel III trimestre del 2007). Tra gli esercizi specializzati, risentono maggiormente della crisi le vendite di prodotti non alimentari, con un -4,4% in Toscana. Nello specifico, le perdite hanno interessato i settori: prodotti per la casa ed elettrodomestici (-4,9%), abbigliamento e accessori (-3,8%) e altri prodotti non alimentari (-4,4%). Sostanzialmente stabili, invece, le vendite di prodotti alimentari (-0,2%), mentre su scala nazionale registrano una chiara flessione (-1,6%).
Nonostante le difficoltà congiunturali, la grande distribuzione fa registrare per il trimestre di fine anno, aspettative positive, perlopiù motivate dalle prossime festività natalizie. Diversamente, per gli operatori delle piccole e medie imprese, le previsioni per il IV trimestre dell’anno risultano poco incoraggianti.

Redazione Nove da Firenze