Palazzo Strozzi: tre lezioni sulla letteratura di Claudio Magris

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 giugno 2008 21:45
Palazzo Strozzi: tre lezioni sulla letteratura di Claudio Magris

Si terranno nell’Altana di Palazzo Strozzi il 3, 4, 5 giugno alle ore 17 tre lezioni di Claudio Magris: Letteratura e malattia il 3 giugno, Letteratura e diritto il 4 giugno, Letteraturea e identità il 5 giugno.
Claudio Magris è insigne critico e storico della letteratura. Professore di letteratura tedesca all’Università di Trieste, è autore di fondamentali ricerche sulla letteratura austriaca, quali Il mito Asburgico nella letteratura austriaca moderna e Lontano da dove, Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale (entrambi editi da Einaudi).

Con questi suoi studi ha aperto la strada alla riscoperta da parte del pubblico italiano ed internazionale di intere aree della letteratura e della cultura mitteleuropea. Danubio, il libro-diario di un viaggio ideale attraverso i paesaggi e le culture della Mitteleuropa, e poi Microcosmi, L’eterno viaggiare e altre opere di grande successo, hanno consacrato Magris come uno dei maggiori scrittori europei, e come un grande interprete della condizione dell’uomo contemporaneo. Vincitore di molti premi letterari tra i più prestigiosi in Italia e all’estero, collabora da molti anni con il Corriere della Sera.
Le tre lezioni che Magris terrà a Palazzo Strozzi intendono illustrare, da un triplice punto di vista, la letteratura intesa anche e soprattutto quale espressione, indagine e rappresentazione di tre dimensioni e modalità fondamentali dell’esistenza umana, individuale, sociale, culturale, storica e politica: la malattia, il diritto e l’identità.

Tre aspetti che trascendono la letteratura, come del resto sempre la trascendono i suoi grandi temi: anche l’amore, ad esempio, travalica ovviamente la letteratura, eppure la illumina e ne viene illuminato. Le lezioni vorrebbero almeno accennare al contributo essenziale che la letteratura riceve da questi “fondamentali” dell’esistenza e il contributo che essa contemporaneamente dà alla comprensione, all’analisi, alla fenomenologia di questi motivi. Tutte e tre le lezioni consisteranno in una parte generale e in un’analisi specifica di un aspetto o di un testo, quasi a titolo di esempio e di campione.
La prima, dedicata a “Letteratura e malattia”, si soffermerà anzitutto sulle definizioni– e sulle difficoltà di definizione - della malattia, sui suoi aspetti esistenziali, culturali, storici; sulle malattie epocali che contrassegnano di volta in volta una stagione storica e sulle loro rappresentazioni letterarie.

Ci si soffermerà pure sui rapporti anche vampireschi fra letteratura e malattia, a partire dal Romanticismo. Nella seconda parte verrà brevemente analizzata, quale campione, la malinconia, nella sua relazione con il problema dell’identità anche vista attraverso il romanzo Anton Reiser di Karl Philip Moritz alla fine del Settecento. La seconda dedicata a “Letteratura e diritto” cercherà di illustrare i rapporti, ora conflittuali ora solidali, appunto fra letteratura e diritto; la loro affinità per quel che riguarda l’attenzione al linguaggio e la loro opposizione per quel che riguarda il rapporto tra regola e trasgressione, legge e spirito, vita e giudizio.

Speciale attenzione sarà dedicata al rapporto fra legalità e legittimità, diritto e morale, legge positiva e “non scritte leggi degli dei” di Antigone, con vari riferimenti letterari ed esempi di incroci fra interpretazione letteraria e interpretazione giuridica. Ci si soffermerà sul rapporto-scontro tra diritto consuetudinario, comune, e codificazione e sulla profonda influenza che tale scontro ha avuto sulla letteratura, specialmente tedesca. Si nalizzerà ancora il rapporto fra “valori caldi” e “valori freddi”, anche in questo caso in riferimento a testi letterari e al contributo che il diritto può dare alla loro comprensione.

A titolo d’esempio ci si soffermerà sul romanzo La questione del sergente Grisha di Arnold Zweig.
La terza lezione riguarderà il rapporto tra “Letteratura e identità”: la funzione che ha la letteratura nel costruire e nel decostruire l’identità, nel cogliere la verità dell’io e nella scomposizione dell’io nelle sue varie componenti, nella sua alterità rispetto a se stesso, nei suoi diversi strati, nei suoi atomi o meglio nella sua nietzscheana e musiliana “anarchia di atomi”.

Sarà analizzato il concetto di identità, la sua ambiguità e le sue insidie ossessive, le sue incertezze che spingono a messinscene abusive e tuttavia talora grandiosamente ancorché patologicamente poetiche. Ci si soffermerà sulle identità al plurale piuttosto che al singolare; sulla loro chiusura regressiva e idolatrica, fondata sul culto di una sua pretesa fissità pura e immutabile e su ciò che essa ha significato per tanti autori e tante opere letterarie. Ci si soffermerà sull’identità plurinazionale e plurima della Mitteleuropa di matrice asburgica, ma anche sul rapporto fra nazionalità e linguaggio – come nel caso di molti scrittori vissuti in esilio o provenienti da paesi ex coloniali – genera una lacerazione spesso peraltro poeticamente produttiva.

A titolo di esempio si sceglierà il recente saggio di Edouard Glissant e Patrick Chamoiseau, Quand le mur tombe.
Le “Lezioni di Palazzo Strozzi” sono un’iniziativa ormai ben nota dell’Istituto Italiano di Scienze Umane. Vi partecipano studiosi insigni che hanno il massimo spicco nel panorama internazionale, invitati a svolgere una riflessione sulle tematiche più generali della loro disciplina sulla base della propria esperienza intellettuale.

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