Electrolux: la produzione di frigoriferi lascia la fabbrica di Scandicci?

Scandicci 6.02.08– Il settore della refrigerazione in Europa sta affrontando una fase di crescita della capacità di produzione a livello globale, specialmente in Europa dell’Est e in Asia. Questo sviluppo, unito al consolidamento in tutta Europa della distribuzione, ha portato ad una forte pressione sui prezzi e ad un conseguente declino dei margini. Per fronteggiare la sfida e assicurare una produzione italiana di frigoriferi nel lungo termine, Electrolux ha deciso di avviare un’investigazione su come mantenere in Italia una produzione competitiva di frigoriferi. Il settore della refrigerazione di Electrolux in Italia si concentra oggi in due stabilimenti, uno a Susegana e uno a Scandicci. Un possibile risultato dell’investigazione potrebbe essere quello di concentrare la produzione in un unico stabilimento - Susegana - ottimizzandone le capacità produttive, focalizzandosi sulle gamme di prodotto più competitive uscendo dalle gamme non più sostenibili e dando in outsourcing o trasferendo il resto della produzione. La fabbrica di Scandicci, produce frigoriferi e frigocongelatori, di dimensioni tavolo e armadio, destinati all’incasso per tutto il mercato europeo e ha circa 450 dipendenti. A Susegana, Electrolux produce frigoriferi da incasso e free standing per tutto il mercato europeo e conta circa 1.450 dipendenti. Electrolux comincerà immediatamente l’investigazione che si stima si concluda entro il secondo trimestre del 2008. Perciò la RSU e le organizzazioni sindacali FIM CISL FIOM CGIL UILM UIL hanno indetto uno sciopero per domani giovedì 7 febbraio.
Ed ecco la reazione della CGIL, nelle parole di Alessio Gramolati: “Se l’ipotesi riportata dalle agenzie e avanzata dall’Elettrolux di concentrare la produzione di frigoriferi in un solo stabilimento fosse confermata sarebbe un fatto gravissimo ed inaccettabile per quanto riguarda i modi e i tempi in cui è stata avanzata. Inaccettabile nei modi: la competizione in un settore in espansione non si persegue con la chiusura di siti produttivi, così come la discussione sulla ottimizzazione delle capacità produttive e sulla riduzione dei costi di produzione non si affronta cancellando centinaia di posti di lavoro. Ancora, perché cinicamente si pone la trattativa con i lavoratori e con le loro rappresentanze sindacali sotto il ricatto della chiusura di una unità produttiva, contraddicendo il modello partecipativo e la responsabilità sociale delle imprese tante volte declamata in Elettrolux. Inaccettabile nei tempi: è palese l’intenzione dell’azienda di lucrare sul quadro di incertezza determinatosi dopo la crisi di governo.La Cgil Toscana, condividendo le posizioni espresse dai sindacati nazionali di categoria, sarà al fianco dei lavoratori dell’ Elettrolux e darà pieno e totale sostegno alle iniziative che intenderanno mettere in campo.”
Il comunicato stampa emesso da Electrolux porta alla mobilitazione il sindaco e l’amministrazione comunale: “Come sempre, ed anche questa volta, stiamo dalla parte dei lavoratori”, dice Simone Gheri che dichiara “inaccettabile come ancor prima di concludere l’investigazione Electrolux ne preveda l’esito finale”. Il sindaco ha convocato immediatamente una riunione dei capigruppo del Consiglio Comunale. Ha avuto una serie di colloqui telefonici con i presidenti di Regione e Provincia -al quale ha richiesto la convocazione dell’unità di crisi-, con il sindaco di Firenze ed i rappresentanti sindacali. “Sarà un altro lungo confronto”, dice Gheri, “nel quel riverseremo tutte le nostre energie. Vorrei ricordare che questa città ed i suoi lavoratori hanno già pagato un prezzo molto alto alla crisi industriale del nostro paese”. Il sindaco richiama anche la multinazionale svedese al senso di responsabilità sociale dell’impresa che “non può scaricare solo sui lavoratori e sulle comunità locali gli effetti negativi della competizione globale e della delocalizzazione”.
L’Assessore al Lavoro della Provincia di Firenze, Stefania Saccardi, è in contatto costante con l’azienda e con i rappresentanti dei lavoratori: “L’azienda – chiarisce l’Assessore provinciale – ci ha informato che, al momento, non è stato preso alcun provvedimento. Invece è stato confermato che è in corso una seria indagine sulla situazione attuale dello stabilimento fiorentino”. “Da parte dei responsabili dell’azienda – ha concluso l’Assessore Saccardi – ci è stato assicurato che prima di assumere qualsiasi decisione a seguito dell’indagine avviata sullo stabilimento di Scandicci, sarà istituito un tavolo di confronto con le forze sociali e con le istituzioni”.
La conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale di Scandicci esprime la propria solidarietà ai lavoratori coinvolti, il proprio sostegno ad ogni forma di mobilitazione oltre la disponibilità ad un impegno diretto affinché siano attivate, presso tutti i livelli istituzionali superiori, le iniziative politiche previste per affrontare queste emergenze. Esprime inoltre tutta la propria preoccupazione per il futuro occupazionale dei circa 450 lavoratori impiegati, molti dei quali giovani ed all’inizio del proprio percorso lavorativo.

Redazione Nove da Firenze