Cantieri AV sul Mugnone: il Difensore civico della Toscana scrive alla Regione

Redazione Nove da Firenze
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08 ottobre 2007 13:21
Cantieri AV sul Mugnone: il Difensore civico della Toscana scrive alla Regione

Firenze, 8.10.'07- Per mettere in sicurezza una stazione “subacquea” TAV ancora ipotetica (mancano i finanziamenti), sono partiti lavori destinati a durare tre anni e ubicati anche in piena città, dentro e attorno all’affluente più importante dell’Arno, il torrente Mugnone, esondato in zona Romito nel 1992. “Un intervento di grande impatto”, scrive il Difensore civico della Toscana Giorgio Morales al dirigente della Regione che ha escluso la necessità di una specifica Valutazione di Impatto Ambientale (ma intanto la cantierizzazione è partita...).
Da una parte la Regione Toscana, secondo la quale la compatibilità ambientale dell’intervento era già stata esaminata nel lontano ’98-’99 in occasione del procedimento VIA della stazione ferroviaria sotterranea per l’Alta Velocità.

Dall’altra il Difensore civico che osserva: “Negli anni successivi i presupposti oggettivi di valutazione sembrano essersi sostanzialmente modificati in quanto il progetto di nuova stazione ferroviaria esaminato in quella sede era in fase embrionale e la definitiva approvazione del progetto esecutivo pare essere non più corrispondente a quello in tale sede esaminato. E’ stata, in effetti, individuata una diversa ubicazione della stazione, sono stati modificati il profilo architettonico, i collegamenti e l’impatto urbanistico dell’infrastruttura”.

Il Difensore civico ricorda che “la procedura di VIA del 1998 pare contenere solo accenni alla necessità di eseguire opere idrauliche per la messa in sicurezza del Torrente Mugnone, senza entrare nel dettaglio dell’impatto sul territorio di un intervento che, a quel tempo, mancava di concreti elementi di specificazione”. Ne consegue che “potrebbero sussistere quindi elementi concreti per valutare l’opportunità di dar luogo ad una nuova procedura di VIA, aggiornata alla luce del progetto definitivo di stazione ferroviaria e riferita in modo specifico ai concreti interventi previsti per la messa in sicurezza del Torrente Mugnone”.

Il dott. Morales chiude con queste parole la nota, indirizzata dieci giorni or sono al dirigente responsabile del Servizio Valutazione di Impatto Ambientale della Regione: “In riferimento a quanto sopra descritto, Le chiedo pertanto cortesemente di illustrarmi il punto di vista della Regione con particolare richiamo alla possibilità di attivare una nuova VIA ovvero ai motivi che consentono di ritenere ancora valida ed attendibile la valutazione effettuata in riferimento al precedente progetto di nuova stazione ferroviaria per l’Alta velocità”.
Mentre Palazzo Vecchio continua dunque a disattendere l’impegno – pur fuori tempo massimo - all’informazione ai cittadini sul corposo progetto-Mugnone, un primo punto viene messo a segno dall’associazione ecologista indipendente Idra, che si era rivolta al Difensore civico della Toscana per evidenziare comunque il controsenso di una cantierizzazione così invasiva nello spazio e nel tempo eppure priva di una Valutazione di Impatto.
Nella nota alla Regione Toscana, che Morales ha trasmesso “per l’esame di tutti i profili inerenti provvedimenti di competenza dell’amministrazione locale” anche al Difensore civico del Comune di Firenze, dott.

Alberto Brasca, si cita infine il testo della raccomandazione contenuta nel verbale della Conferenza dei servizi del 3 marzo 1999 sul sottoattraversamento AV di Firenze, con la quale la prof.ssa Maria Rosa Vittadini (Direttore generale del servizio VIA) invitava la Regione Toscana a garantire che “...le opere che dovranno essere realizzate per la riorganizzazione urbanistica delle aree cittadine interessate dall’intervento ferroviario, in considerazione dell’impatto che le stesse avranno, vengano sottoposte alla valutazione di impatto ambientale di competenza regionale”.

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