sabato 01 novembre 2014

Matec: la cassa integrazione anticamera della chiusura
Alla Manetti&Roberts la messa in mobilità di 33 lavoratori
Regione: impegno per mantenere i livelli occupazionali

21 dicembre ’05 - L’incontro che si è svolto ieri tra l’imprenditore Tiberio Lonati e il Presidente della Regione Claudio Martini ha confermato la difficile situazione dell’azienda di Scandicci Matec. Lonati ha confermato la chiusura dell’azienda e la conseguente richiesta di Cassa integrazione per cessata attività. Martini ha dichiarato che la Regione sta lavorando sull’ipotesi di individuare nuove proposte e progetti, che lo stesso imprenditore bresciano si è dimostrato disponibile a valutare.
"La cosa più urgente è far pressione su Lonati e su Confindustria, perché intanto venga cambiata la causale della cassa integrazione: da cessazione dell'attività a ristrutturazione. Questo sarebbe un segnale importante che significherebbe che la proprietà non si sottrae, che sta ancora dentro la discussione". Claudio Martini vuole che il messaggio arrivi a Tiberio Lonati, consigliere delegato del gruppo bresciano che detiene la proprietà della Matec di Scandicci, prima del nuovo incontro fissato tra azienda e sindacati per le 15 di oggi. Stamani, in Palazzo Bastogi, Martini, assieme agli assessori alle attività produttive Ambrogio Brenna e all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini, ha incontrato i sindacati, per riferire loro dell'incontro avuto ieri con Lonati e Gino Battista Garza, direttore delle risorse umane. "L'incontro non ha prodotto rilevanti attività - ha detto Martini - né del resto ci aspettavamo che ci fossero. E' stato un incontro franco e sincero, in cui Lonati ha rappresentato lo stato della situazione. Il mercato è molto calato, la calzetteria è in crisi, Lonati ci ha detto che non sanno nemmeno se riusciranno a tenere in piedi le loro attività in Lombardia, e che il 2006 inizierà con la cassa integrazione in quasi tutte le loro aziende. Noi - prosegue - abbiamo insistito su due punti: la cassa integrazione deve essere ancorata a un piano di ristrutturazione, non di chiusura; e poi vediamo se tra prosecuzione e chiusura tout court c'è qualcosa di mezzo. Finora il rapporto tra Lonati e la Toscana è stato buono. Noi siamo pronti a mettere a disposizione la sponda che la Toscana - Regione, istituzioni locali, Università, centri di ricerca - può offrire per provare a ricostruire un tessuto industriale dove si va spegnendo. Purtroppo - osserva Martini - la Matec non è l'unica vicenda di questo tipo che abbiamo in Toscana, e non ce n'è una in cui un altro imprenditore è intervenuto per salvare la situazione. E' urgente riaprire un canale di ragionamento con Confindustria". Anche i sindacati ieri pomeriggio hanno avuto un incontro con la proprietà, e ne hanno riferito a Martini gli esiti deludenti. "Un'azienda che decide di chiudere senza nemmeno provare a seguire altre strade, è un segnale decisamente negativo", hanno detto. Per oggi alle 15 è fissato un nuovo incontro, "una piccola fiammella è rimasta accesa", osservano. E prima di quell'ora, Martini ci tiene che alla proprietà giunga il suo messaggio: "I lavoratori e le lavoratrici hanno dato dimostrazione di grande responsabilità. Cambiare la causale della cassa integrazione sarebbe un segnale importante da parte della proprietà. Poi, vediamo se, anche con l'aiuto delle istituzioni, è possibile trovare una soluzione, anche parziale, che dia il segno che l'attività non viene smantellata. Dopodiché, si può riaprire un tavolo di discussione più sereno per riesaminare tutte le alternative".
Il capogruppo della Margherita in Consiglio Regionale Alberto Monaci è intervenuto sulla vicenda nella sua relazione in aula durante il dibattito sul bilancio regionale:“Apprezziamo l’intervento – ha detto il capogruppo Dl - del Presidente Martini teso a ricercare nuove soluzioni sulla difficile situazione che riguarda l’azienda Matec, ma anche le gravi difficoltà generali in cui versa il settore meccanotessile”. Nell’anno della Cassa integrazione può rimanere, quindi, un piccolo spiraglio rappresentato da proposte industriali alternative:“Siamo d’accordo con il Presidente Martini – ha concluso Monaci - sulla necessità di seguire tutte le strade possibili affinché si mantenga comunque una presenza dell’impresa sul territorio. Le istituzioni hanno il dovere di individuare tutte le possibilità e le nuove proposte utili a salvaguardare le professionalità dei lavoratori della Matec”.

"Siamo preoccupati, ma speriamo nell'apertura di uno spiraglio di dialogo tra lavoratori e azienda". Questo il commento del Sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani a margine dell'incontro che si è tenuto lunedì sera in sala Consiliare tra le rappresentanze sindacali della Manetti & Roberts, la Presidenza del Consiglio Comunale, il Sindaco Carovani, l'Assessore alle attività produttive Giuliano Barducci e i capigruppo in Consiglio.
Da tempo infatti una vertenza grava sulla Manetti & Roberts per la messa in mobilità di 33 lavoratori. Durante la seduta straordinaria del 28 novembre scorso, il Consiglio Comunale aveva espresso solidarietà ai lavoratori dell'azienda e, tramite l'approvazione di un ordine del giorno, aveva invitato l'Amministrazione Comunale a svolgere un ruolo attivo nella vicenda ed a tenere un incontro con la Rsu della ditta.
"L'incontro è stato promosso sia per portare la nostra solidarietà, sia per avere informazioni certe sulla situazione della Manetti& Roberts - spiega la Presidente del Consiglio Comunale Monica Squilloni - I margini di manovra dell'Amministrazione purtroppo sono molto limitati, ma continueremo a seguire nelle modalità che ci sono possibili le vicende dei lavoratori e di un segmento produttivo importante del nostro territorio".
L'azienda calenzanese, che produce le linee per la cura del corpo di grandi marchi come Somatoline o Borotalco, ha aperto una procedura di mobilità nei confronti di 33 lavoratori, pari al 10% del totale. Dopo un iniziale irrigidimento delle due parti, azienda e sindacati, sembra adesso aprirsi uno spiraglio: una decina tra gli operai messi in mobilità sarebbe propensa ad usufruire del prepensionamento, mentre si sta cercando una soluzione positiva anche per gli altri 20.
"Il Comune esprime tutta la sua preoccupazione - afferma il Sindaco Carovani - per la riduzione livelli occupazionali e per l'erosione della capacità produttiva dell'azienda. Manteniamo la speranza che quella finestra di dialogo che si è aperta ieri possa avere degli esiti positivi, allo stesso tempo pensiamo sia necessario ritrovare una clima più sereno all'interno dell'azienda, anche per ritornare ai livelli alti di produzione che hanno sempre contraddistinto la Manetti & Roberts".
La soluzione della vertenza dovrebbe arrivare verso la fine di gennaio 2006.

Malgrado i gravissimi tagli previsti dalla Finanziaria 2006 la Regione Toscana sta lavorando per garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali sia nei propri uffici che in quelli degli enti dipendenti. Un impegno che si concretizzerà già lunedì prossimo, quando la giunta adotterà la decisione di mantenere per il 2006 tutti i contratti a tempo determinato, in attesa di predisporre un testo di legge regionale in grado di dare basi giuridiche certe a questo impegno. Questo quanto ha voluto annunciare oggi il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, anche in relazione alla mozione che tutte le forze dell'Unione hanno deciso di votare in Consiglio sulle ripercussioni delle scelte del governo per i lavoratori a tempo determinato della pubblica amministrazione. "La Finanziaria 2006 - spiega il vicepresidente, che ha anche la delega per il personale - ci impone vincoli gravi e assurdi, lesivi dall'autonomia regionale, e soprattutto incompatibili con un corretto ed efficiente sistema amministrativo. Tutto questo in aggiunta ai danni già prodotti dalla Finanziaria 2005, che ha tenuto bloccate le assunzioni e impedito di attivare un pur minimo piano di assunzioni, rendendo così necessario il ricorso al tempo determinato. Da parte nostra intendiamo arginare gli effetti più disastrosi prodotti dalle scelte del governo con uno sforzo straordinario. Per questo puntiamo a rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato, consapevoli, tra l'altro, che ridurre gli attuali livelli occupazionali potrebbe significare non garantire più attività e qualità dei servizi regionali". Gli attuali lavoratori a tempo determinato, spiega ancora Gelli, sono circa 200. Per mantenere tutti i loro contratti anche nel 2006 la Regione spenderà 5 milioni e 655 mila euro, al netto della produttività (circa il 10 per cento in più) e degli incrementi contrattuali. Un altro milione di euro servirà invece a adempiere agli obblighi di legge relativi alle assunzioni dei lavoratori delle categorie protette.

Redazione Nove da Firenze