Lunigiana: comuni in debito con la Asl fino dal 2001


Aulla, Bagnone, Casola Lunigiana, Comano, Filattiera, Fivizzano, Licciana Nardi, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca, Lunigiana e Zeri: fra tutti devono pagare alla Asl 1 di Massa Carrara qualcosa come 1.803.354,88 euro e senza contare le quote del 2005. Mica spiccioli. Di più: alcuni di questi comuni non pagano i servizi alla loro Asl fino dal 2001. E sì che i pagamenti per legge dovrebbero essere anticipati, pena la mancata erogazione del servizio da parte della Asl. Invece, in quel di Massa Carrara, tutto questo non accade. «Ma non sarebbe ora di risolvere la situazione?», chiedono il Presidente di Alleanza Nazionale in Regione Toscana Maurizio Bianconi e gli altri Consiglieri regionali di An Achille Totaro, Giuliana Baudone, Virgilio Luvisotti e Fabio Pacini in una interrogazione urgente a risposta orale rivolta al Presidente della giunta Martini.
«L’azienda Asl1 di Massa e Carrara – spiega il documento – fornisce ai Comuni della Lunigiana servizi socio-assistenziali poiché delegata dagli stessi. Il pagamento di detti servizi deve essere anticipato per annualità e che l’unità sanitaria locale dovrebbe procedere alle erogazioni del servizio solo dopo l’effettiva acquisizione della necessaria disponibilità finanziaria (art. 3, 3° comma Dlgs n. 502/92)».
Ma la realtà, secondo quanto si legge nell’interrogazione, è tutt’altra: «L’azienda Asl 1 è creditrice verso i Comuni sotto elencati per annualità pregresse per un importo complessivo di € 1.803.354,88: Aulla, Bagnone, Casola Lunigiana, Comano, Filattiera, Fivizzano, Licciana Nardi, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca, Lunigiana e Zeri» e «riguarda per alcuni Comuni morosi anche le annualità 2001, 2002, 2003 e 2004». La maglia nera va al Comune di Fivizzano, «con un debito totale di € 818.502,05 così ripartito per annualità: anno 2001 € 201.154,05; anno 2002 € 202.048,00; anno 2003 € 207.650,00; anno 2004 € 207.650,00».
Ora, calcolando che «presto per tutti i comuni maturerà anche la quota relativa all’anno 2005, la situazione – scrivono i Consiglieri di An a Martini – appare del tutto anomala». Ecco dunque l’urgenza nell’interpellare Martini per sapere «se è a conoscenza di questa situazione e in che modo intenda risolverla».

Redazione Nove da Firenze