Piano strutturale approvato dal consiglio comunale


La delibera per l'adozione del piano strutturale è stata approvata dal consiglio comunale con 24 voti favorevoli e 4 contrari.
Ecco la relazione dell'assessore all'urbanistica Gianni Biagi.
"Tratteggerò brevemente il documento in discussione oggi. Firenze ha da qualche anno, precisamente dal 1998, un Piano regolatore approvato. Nel frattempo sono intervenute numerose modifiche e varianti a questo piano e sono anche passati i cinque anni dall'approvazione che comportano la decadenza dei vincoli posti alle destinazioni per pubblica utilità. Era tra i compiti dell'Amministrazione quello di redigere un nuovo Piano regolatore. Un compito non semplice per una città complessa e articolata come Firenze, ma necessario per adeguare gli strumenti di governo del territorio alle mutate esigenze di progettazione e pianificazione urbanistica della città. Abbiano iniziato un percorso per redigere un nuovo Piano regolatore nel 2001 quando il consiglio comunale ha approvato il documento di avvio del procedimento per la relazione del piano strutturale e c'è stata una lunga serie di atti, documenti, incontri, attività che hanno portato alla seduta di oggi.
Non credo opportuno ripercorrere per intero il cammino fatto finora, volevo soltanto segnalare alcune questioni fondamentali e fare alcune riflessioni di carattere politico sulle vicende della pianificazione urbanistica in Italia.
Dal punto di vista delle attività e delle azioni messe in campo, sicuramente quella più utile e che in futuro avrà una maggiore rispondenza alle esigenze della città è aver costituito un apposito ufficio di piano che il compito di redigere il nuovo strumento urbanistico della città. Tra gli obiettivi prioritari raggiunti c'è quello di aver costituito l'ufficio di piano, il luogo fisico dove un gruppo di architetti dipendenti del Comune, con sì una serie di consulenze esterne ma con il loro fondamentale contributo, hanno redatto il documento di cui stiamo discutendo oggi. Credo non vi sia la concreta possibilità di redigere il piano urbanistico per una città al di fuori delle competenze e delle capacità professionali delle strutture pubbliche che sono preposte al governo delle trasformazioni. Abbiamo quindi costituito l'ufficio e abbiamo redatto il piano a partire come prescrive la legge regionale dal quadro conoscitivo, cioè da una analisi dell'attuale condizione di funzionamento della città di Firenze. In questi mesi si è forse discusso troppo poco di questo aspetto che invece voglio emerga chiaramente. Il piano strutturale di cui oggi si sta discutendo e che, una volta adottato diventerà lo strumento con il quale nel prossimo futuro si dovranno definire le sorti della città, è prima di tutto uno strumento in cui sono rappresentate le notizie e le condizioni attuali della città. Il quadro conoscitivo è l'elemento fondamentale, la carta di identità della città attuale e la sua conoscenza è la base della definizione del progetto di trasformazione. Il quadro conoscitivo è composto da oltre 54 tavole dello stato di arte e di diritto, è un compendio delle conoscenze su questa città che per la prima volta viene articolato in un documento unitario, consultabile e organicamente definito. Si tratta quindi di un elemento di certezza, di qualità del progetto. Per questo voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato alla redazione del piano, tutti gli uffici pubblici che in qualche modo hanno contribuito a garantire la formazione di un quadro conoscitivo ampio e articolato. Per quanto riguarda le proposte contenute nel Piano strutturale, la discussione si è fatta più ampia e articolata. Ma anche da questo punto di vista non ci può essere una ipotesi progettuale chiara e definita in assenza di un quadro conoscitivo articolato. E dallo stesso quadro conoscitivo emergono elementi per individuare le modalità in cui questo progetto si articolerà in futuro, per esempio tutti gli elementi riguardo all'analisti e alle verifiche del patrimonio edilizio esistente, allo stato di fatto relativo alle condizioni geologiche e a tutti gli aspetti collegati alla funzione del sistema città. Da questo punto di vista quindi il Piano strutturale è un documento utile indipendentemente dagli aspetti gestionali e politici, ma come elemento di certezza nella definizione delle scelte. Naturalmente l'obiettivo fondamentale è quello di garantire un processo di sviluppo urbano della città coerente con le priorità dell'Amministrazione, ovvero ripopolare la città in modo che vi sia un stop all'emorragia di abitanti registrata negli anni scorsi, far funzionare meglio la città dal punto di vista della mobilità, garantire un assetto ordinato degli interventi e delle attività private, fare in modo che vi sia un'attenzione ai problemi sociali e alle attività connesse a quella dell'abitare in particolare, fare in modo che questa città sia dotata di spazi e attrezzature pubbliche e di parchi in modo più ampio di quello attuale. Partendo da un dato di fatto, comunque, ovvero che Firenze negli ultimi anni è sempre ai primi posti nella classifica delle città italiane per qualità della vita. Un risultato che è possibile anche grazie all'offerta e alla qualità dei servizi e delle attrezzature.
Abbiamo costruito un progetto di piano che, partendo dalla conferma degli attuali sistemi infrastrutturali noti nell'ambito della mobilità pubblica e privata (ovvero la Terza corsia autostradale, il sottoattraversamento dell'Alta velocità, la tramvia e i progetti collegati) ha anche cercato di introdurre alcuni elementi di novità. Primo tra tutti la cosiddetta circonvallazione nord della città, cioè l'elemento di congiunzione a nord della città, che manca per definire un sistema organico di mobilità all'interno della città. Ma questo progetto non è fine a se stesso, non pensiamo cioè che comunque si debba realizzare questo intervento. Anzi abbiamo scritto chiaramente che questa opera non è finalizzata a risolvere i problemi della viabilità di attraversamento della città, ma è finalizzata alla realizzazione di un obiettivo preciso, ovvero diminuire la percorrenza sui viali di circonvallazione, oggi l'unico elemento di attraversamento est-ovest della città. La circonvallazione non è l'obiettivo, è lo strumento con il quale pensiamo si possa risolvere questo problema e quindi è uno delle invarianti di programma relative alle infrastrutture di trasporto che sono state inserite nel progetto di Piano strutturale. Tenendo presente appunto che l'obiettivo non è la realizzazione dell'opera, che si tratta di una proposta sub condizione ovvero che le verifiche di fattibilità necessarie alla realizzazione dell'opera saranno nuovamente valutate dal consiglio comunale e solo allora la circonvallazione diventerà una delle invarianti del piano e quindi uno degli obiettivi. Comunque sulla base delle analisi e degli studi preliminari fatti all'interno del piano riteniamo che l'eventuale realizzazione di quest'opera insieme al sistema delle tramvie potrà ridurre del 35% il traffico privato sui viali di circonvallazione. Questo è il primo elemento, ma ne potrei dire altri parimenti significativi dal punto di vista dell'interesse generale come la limitazione all'altezza degli edifici privati (non più di sette piani, 20-21 metri) perché il punto di vista pubblico del panorama della città deve rimanere tale; oppure non sono previste nuove espansioni urbane, nuove occupazione del suolo agricolo e di aree non edificate ma punta sulla riorganizzazione della città dal suo interno, costruendo sul costruito; oppure il blocco e sostanziale ridimensionamento degli interventi di urbanistica commerciale ribadendo quello previsto dalla delibera approvata a suo tempo dal consiglio comunale (le grandi superfici di vendita non saranno ammesse, le medie solo in alcune aree particolari); e ancora l'obiettivo di aumentare la dotazione di spazi pubblici e di verde fino al 10% dell'intera superficie del territorio comunale come elemento di garanzia della qualità del vivere nella città. Si tratta di un obiettivo difficile e molto ambizioso ma anche credibile se pensiamo per esempio agli spazi possibili di recupero nelle aree lungo in fiume, come l'Argingrosso solo per citare un caso. Oppure infine su come garantire una quota di edilizia sociale, destinata a quei soggetti che non hanno le risorse per accedere al mercato ordinario della casa ma non possiedono neanche i requisiti per avere accesso all'edilizia residenziale pubblica possano avere uno spazio di cittadinanza in questa città. Ciò nonostante che questa Amministrazione abbia realizzato in questi anni un numero di alloggi pubblici come forse mai negli ultimi anni: oltre 1.100 alloggi. Ma ancora su questo versante abbiamo delle difficoltà. E allora nel Piano strutturale abbiamo previsto che chiunque intervenga in questa città con progetti di edilizia privata deve accollarsi una quota di edilizia sociale. Infine ci siamo soffermati anche su questioni che riguardano l'assetto complessivo della città. Il territorio è stato suddiviso in 28 Utoe (unità territoriali organiche elementari) che sono caratterizzate da omogeneità, da attenzione alla qualità dell'insediamento al loro interno, da una ricerca della identità di queste parti di città che è uno degli obiettivi fondamentali del piano. Quindi una lettura articolata che consenta di vedere le diverse città che esistono e che costituiscono un patrimonio di rapporti sociali e culturali fondamentali per la convivenza sociale. Una città fatta da diverse città, in cui anche le periferie o meglio quelle parti di città, non necessariamente collocate marginalmente rispetto al centro, che subiscono fenomeni di degrado possano avere nuove chance e nuove opportunità. Stamani abbiamo inaugurato la nuova fermata ferroviaria delle Piagge e devo dire che anche in quella zona di città, caratterizzata da alcune criticità, ci sono segnali confortanti di rinascita, di attenzione dei cittadini nei confronti della qualità degli interventi in corso. Quindi un piano attento alle esigenze di sviluppo ma anche alle esigenze di qualificazione. Nel piano infine c'è un'analisi innovativa dei servizi che garantirà per il futuro la possibilità di lavorare insieme alla Regione Toscana per introdurre nuove norme sulla qualità dei servizi pubblici urbani che superino le norme, ormai vecchie di 40 anni, del decreto ministeriale su cui ancora si basa la qualità della vita nel Piano regolatore.
Ma vorrei sottolineare come questo piano vada nella direzione della progettazione pubblica della città. Non è un fatto scontato. Vorrei ricordare quello che accade in Italia e in altre regioni. E' in discussione al Parlamento una nuova legge sull'urbanistica che abbandona la strada della pianificazione pubblica, che introduce, sulla base di elementi normativi già presenti in alcune leggi regionali per esempio quella della Lombardia, l'istituzione della contrattazione tra il pubblico e il privato nella definizione delle scelte strategiche di pianificazione. Noi siamo contrari a questa ipotesi. Anzi, pensiamo che vi sia la necessità di una pianificazione pubblica e che il pubblico determini le linee guida del governo della città. E all'interno di queste linee guida il privato possano e debbano intervenire in coerenza con i loro obiettivi di qualità e profitto per attivarsi nelle forme opportune per realizzare gli interventi programmati. Questa concezione, che è contenuta nella legge regionale 5 della Toscana e all'operato di questa Amministrazione, non è un fatto scontato e non è acquisito una volta per tutte perché in Parlamento esistono norme che prefigurano un diverso modo di procedere. Ovvero i privati presentano le proposte e le amministrazioni pubbliche valutano l'opportunità delle proposte ma manca a monte una strategia condivisa di programmazione. Secondo questa Amministrazione invece c'è la necessità di lavorare a un progetto condiviso di sviluppo urbano. Un progetto che deve essere condiviso e partecipato. Per la prima volta nelle norme urbanistiche del Comune di Firenze c'è una norma che definisce le modalità con le quali si articolerà il processo di discussione e di partecipazione pubblica sull'attuazione del Piano regolatore. E' un fatto nuovo che apre uno scenario per il futuro: oggi discutiamo dell'adozione del Piano strutturale, non della sua approvazione. Si tratta del primo atto di indirizzo e di governo, poi ci sarà una fase di discussione pubblica con la città e successivamente la formulazione dell'atto finale e per la sua approvazione. C'è quindi lo spazio per tutti per promuovere le necessarie forme di discussione pubblica e di partecipazione al modo di governare la città basato sulla condivisione delle scelte di programmazione urbanistiche. E' un fatto fondamentale che apre e non chiude la discussione, perché oggi facciamo solo il primo passaggio della discussione che dovrà avvenire nel futuro. Dovrà essere una discussione organizzata: per questo la norma prevede le modalità con cui la discussione sarà attivata e anche le risorse provenienti dal bilancio per renderla possibile".
«Non bastano le dichiarazioni di intenti, per far diventare Firenze una vera metropoli europea ci vogliono interventi forti e scelte operative coraggiose. Il piano strutturale presentato da questa amministrazione è nuovamente una occasione persa». Così la vicecapogruppo di Forza Italia giudica il piano strutturale in discussione in consiglio comunale.
Secondo la Giocoli «manca l'idea vincente che consenta a questa città di uscire dal sonno e dal torpore, si rileva una generale mancanza di progetti forti e più che un "programma di modernizzazione" il piano strutturale sembra una variante di assestamento».
«Questo piano - ha aggiunto la vicecapogrupo di Forza Italia - lascia irrisolti nodi importanti come l'aeroporto e le questioni legate agli insediamenti commerciali per non parlare del centro storico sul quale non sembra emergere alcuna volontà.
Anche le scelte relative alla mobilità sembrano fermarsi, come unica soluzione, al sostegno alla tranvia senza peraltro verificarne la reale fattibilità in un sistema completo. Velleitario è anche parlare del futuro di Firenze come "centro di alta formazione culturale" e di "applicazione di nuove tecnologie ai beni culturali" senza peraltro spiegare con quali interventi si pensa di concretizzare questi obiettivi. Appare anche tardiva l'ambizione, dopo aver consentito che la nostra città ne fosse spogliata, di riportare Firenze centro del made in Italy».
«Criticabile - ha concluso la Giocoli - è infine il modo con il quale un atto fondamentale per lo sviluppo della città viene portato all'attenzione del consiglio comunale. Il piano strutturale, vista la sua importanza, non può essere approvato in tutta fretta e senza quell'approfondimento e quella partecipazione della città al dibattito che avrebbe meritato. Queste scelte del governo cittadino sono l'ennesimo esempio di come la democrazia partecipata di cui tanto si vanta questa maggioranza sia nei fatti solo uno slogan».
«In questo piano strutturale sono troppe le questioni rimaste irrisolte o che sono state risolte solo parzialmente». E' quanto sostiene il consigliere di Forza Italia Valerio Abbate. «E' profondamente sbagliato - ha aggiunto Abbate - decidere sul futuro della città con un atto che vincola in modo stringente le scelte anche della futura amministrazione che speriamo sia di centrodestra». «Dopo un bilancio blindato, che nel 2005 rivelerà il suo lato peggiore - ha concluso il consigliere di Forza Italia che è anche vicepresidente della commissione bilancio - anche lo sviluppo della città sarà blindato o, almeno, fortemente indirizzato da scelte di altri. Scelte che coinvolgono anche una parte delle realtà economiche della città proprio in campagna elettorale».

Redazione Nove da Firenze