Ad Empoli contro la guerra
Prato: iniziative della Provincia a sostegno di Emergency

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
24 gennaio 2003 07:12
Ad Empoli contro la guerra<BR>Prato: iniziative della Provincia a sostegno di Emergency

La Provincia di Prato con i fondi del proprio bilancio contribuirà a sostenere l’attività di uno degli ospedali di Emergency. Lo ha deciso il consiglio provinciale approvando ieri sera, a maggioranza, una mozione elaborata dalla prima commissione consiliare e illustrata dal suo presidente, Leonardo Bevilacqua. A favore hanno votato Ds, Democratici e Rifondazione comunista, si sono astenuti i consiglieri di An, Udc e Forza Italia. Con il documento commissione e giunta provinciale si impegnano, oltre che a dare sostegno al progetto attraverso i fondi del bilancio annuale e pluriennale, a promuovere iniziative che - con il coinvolgimento di enti locali , forze economiche e associazioni - assicurino maggiore diffusione della cultura della pace e del rifiuto della guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali.

La I Commissione consiliare, anche attraverso l’incontro con i rappresentanti dell’associazione umanitaria, si è attivata per sostenere il progetto “Adotta un ospedale di Emergency”, promosso da Regione, Unione province toscane e da Anci. Gli enti locali toscani sostengono il progetto nella consapevolezza che “l’impegno di Emergency per l’assistenza alla vittime civili di guerra e per la diffusione di una cultura di pace e solidarietà ha bisogno di un sostegno permanente”. L’obiettivo è quello di dare continuità all’impegno dimostrato dai toscani in occasione della guerra in Afghanistan.

L’assessore al Bilancio, Annalisa Marchi, ha sottolineato l’attenzione con cui la giunta ha seguito la proposta e l’ha recepita, in continuità con scelte compiute in passato. Secondo Mencattini (Udc), che ha avanzato riserve sulla mozione, esula dalle finalità istituzionali della Provincia dare sostegno ad un’associazione che ha già riconoscimenti governativi. Perplessità anche da parte di Lucia Nencioni di Forza Italia secondo cui con questo impegno la Provincia opera una scelta politica prendendo a modello un’associazione piuttosto che un’altra.

Secondo il capogruppo dei Ds Nannetti la mozione va pienamente condivisa perché “sulle motivazioni di una guerra ci si può dividere sull’adozione di un ospedale no”. Il capogruppo di Rifondazione comunista, Gino Benevenuti, ha sottolineato che Emergency ha avuto il coraggio di affermare, anche in tempi non sospetti, il no alla guerra e, sfondando un muro di reticenze, di promuovere una mobilitazione civile.
La Provincia di Prato esporrà sui propri edifici, insieme al gonfalone e alle bandiere, uno straccio bianco come simbolo di pace fino a quando non si siano allontanati i rischi di conflitto.

Lo ha deciso ieri pomeriggio, a maggioranza, il consiglio provinciale approvando una mozione presentata dal consigliere Leonardo Bevilacqua (Ds) in cui si accoglie la proposta lanciata da Gino Strada, fondatore di Emergency. A favore hanno votato i consiglieri dei gruppi Ds, dei Democratici e di Rifondazione comunista. Contrari i gruppi di An, Forza Italia e Udc. Nel documento si chiede anche a tutti i Comuni della provincia di esporre lo straccio bianco per rendere visibile l’espressione della volontà di pace.

Nella mozione si sostiene che “non devono cadere nel vuoto gli appelli di milioni di persone, a partire da quelli del Santo Padre, contro l’escalation della guerra all’Iraq che va respinta senza se e senza ma a prescindere da chi la scateni o la legittimi”. “L’Italia – si legge nel documento – che ripudia la guerra per scelta fondante della propria matrice costituzionale non può rendersi complice in alcun modo dell’operazione che Usa e Gran Bretagna stanno guidando e deve anzi impegnarsi perché sia la pace il contesto entro il quale soltanto operare nei rapporti internazionali e condurre vere azioni di polizia e di sicurezza per la prevenzione e la lotta al terrorismo”.

Articolato il dibattito a cui hanno preso parte i consiglieri Ciolini, Bettazzi, Mencattini, Baldi, Becchimanzi, Cenni, Bernocchi, Baroncelli, Nannetti, Fiaschi, Mencattini, Benvenuti. Paolo Ciolini (Democratici) ha dichiarato di sostenere la mozione anche se alcuni aspetti potevano essere oggetto di ulteriore confronto perché ”è preferibile sbagliare votando a favore di un’opzione di pace che compiere un errore votando contro la mozione per un’opzione di guerra”. Maurizio Bettazzi (An) ha contestato la distinzione che la mozione farebbe “tra guerrafondai e pacifisti” senza considerare tutti gli elementi in gioco: dall’adesione agli impegni dell’Italia nella comunità internazionale al comportamento del regime iracheno.

Il capogruppo dell’Udc, Enrico Mencattini, ha dichiarato di condividere la mozione in alcune parti e si è detto contrario alla guerra. Ha affermato che “il problema Saddam è complesso” e che non si può condividere una posizione contraria per principio a Stati Uniti e a Gran Bretagna. Per il capogruppo dei Ds, Nannetti, un intervento militare in Iraq per motivi morali e politici non è ne’ comprensibile ne’ giustificabile. La guerra preventiva - ha dichiarato Nannetti - è un metodo barbaro di risoluzione dei conflitti.

Gino Benvenuti, capogruppo di Rifondazione comunista, nell’affermare il sì convinto alla mozione ha affermato che, in un contesto di crisi globale in una zona nevralgica, per la prima volta ci si trova di fronte a una guerra preventiva che non è accettabile.

Far sentire la propria voce e ribadire un secco no alla guerra è lo scopo dell’iniziativa che si terrà in Piazza dei Leoni ad Empoli, oggi alle ore 17.30 che vedrà partecipi tutti coloro che non sono d’accordo con l’azione militare statunitense ai danni dell’Iraq.
A tre giorni dall’incontro di Bruxelles in cui i rappresentanti dei quattro paesi dell’Unione Europea, membri del consiglio di sicurezza dell’ONU si incontreranno per trovare una linea d’azione condivisa, questa iniziativa si unisce a numerose altre, tutte quante finalizzate a far comprendere le ragioni per cui la guerra non è inevitabile.
[D.

A.]

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