lunedì 24 novembre 2014

Fecondazione assistita: presidio oggi davanti alla Prefettura contro la legge in discussione al Parlamento

Anche la capogruppo di Rifondazione Comunista Monica Sgherri e la consigliera dei DS Susanna Agostini parteciperanno, alle 17.30 davanti alla Prefettura, al presidio contro la proposta di legge sulle fecondazione assistita in discussione al Parlamento. «Questa proposta ci trova nettamente contrari - hanno spiegato le due consigliere - una legge del genere sferra un attacco alla concezione laica dello Stato escludendo dalla fecondazione assistita donne singles, divorziate, vedove o lesbiche. E sferra un attacco anche alla legge sull'aborto affermando il diritto prioritario dell'embrione. Anche questo rappresenterebbe un ritorno indietro pericoloso e cancellerebbe anni di impegno per una sessualità consapevole e sicura che superasse, nei fatti, il ricorso all'interruzione di gravidanza. Scorciatoie autoritarie come questa rischiano di reintrodurre l'aborto clandestino oltre ad incrementare da subito il mercato della sanità privata per le fecondazioni assistite».
Questo il testo dell'intervento della Presidente della commissione per le politiche sociali e della salute di Firenze Susanna Agostini:
«Vorrei fare un appello e richiamare alla responsabilità gli eletti e le elette di Firenze. Sento il diritto ed il dovere di promuovere anche tra noi un consapevole confronto in grado di dimostrare che la politica può, se vuole, oltrepassare antichi steccati fra cultura cattolica e cultura laica. Domani riprende il dibattito parlamentare che porterà alla promulgazione della prima legge che regolerà la fecondazione assistita nel nostro Paese. L'Italia arriva al seguito di altri Paesi ed è opportuno recepire ciò che sull'argomento in Europa è già scritto e ampiamente condiviso. E' significativo osservare che questa materia non sia mai stata sottoposta ad alcun regolamento, neppure da un punto di vista sanitario, dato che l'infertilità è una patologia e come tale avrebbe dovuto essere trattata. A guardare bene forse il problema poteva essere affrontato anche solo disciplinando rigorosamente il funzionamento dei centri - dove tutt'ora si effettua la procreazione assistita - responsabilizzando i soggetti coinvolti con una corretta informazione scientifica e psicologica nel pieno rispetto delle concezioni etiche e filosofiche di ciascuno. Donne e coppie, che affrontano un percorso difficile verso la maternità e la paternità sono stati lasciati soli in balia di un mercato scomposto. In Toscana, per le strutture pubbliche, siamo passati da una lista di attesa di 2/3 anni nel 1999 ad un anno nel 2001 grazie anche al convenzionamento accreditato di alcuni centri privati. Nel 2001 a Firenze si possono ipotizzare 700 inseminazioni di secondo livello (in vitro): di queste circa 200 alla azienda di Careggi, il restante nei quattro centri privati di cui due convenzionati. I costi: 250.000 euro per il centro privato a fronte del pagamento ticket per il centro pubblico. A livello nazionale però siamo in possesso di dati imprecisi sulla quantità di ricorsi a questa prestazione anche perché non c'è obbligatorietà di registro negli stimati circa 290 centri a livello nazionale, la maggior parte privati, che praticano la fecondazione assistita in Italia. Questi centri non sono tenuti fornire dati sulla loro attività perciò ragioniamo per conoscenze derivate da ipotesi, da indagini sulla popolazione e da operatori seri. Un dato attendibile è che circa cinquantamila coppie ogni anno, per problemi di sterilità, di infertilità o, in genere, per difficoltà ad avere figli si rivolgono ai consulenti medici. Vorrei ragionare della grande responsabilità che questa legge pone nei confronti dei giovani e delle generazioni future. La procreazione assistita è un fatto privato importante che riguarda poche persone, anche se i dati confermano un aumento notevole delle infertilità femminili e maschili. Stiamo ragionando su fertilità o sterilità di giovani persone che vanno rispettati così come va rispettata ogni misura a tutela dell'embrione. Peraltro prevista negli altri paesi d'Europa. Per ora un dibattito intenso, appassionato, in alcuni momenti drammatico, ha accompagnato l'approvazione dei primi articoli del progetto di legge presentato dalla maggioranza di centrodestra. Negli emendamenti, passati con l'appoggio di parte della Margherita, è stato detto sì alla definizione dell'embrione come "soggetto" - con il rischio che il concepito diventi titolare di diritti in contrasto con quelli della madre - ed è stato detto no alla procreazione eterologa, ovvero con seme di donatore esterno. E' passata pure l'estensione della fecondazione omologa alle coppie eterosessuali non sposate. Pochi, significativi e preziosi voti del centrodestra laico si sono uniti alla sinistra per opporsi ad una legge pericolosa per la salute delle donne, che nega la libertà e la responsabilità femminile sulla maternità e così offende la laicità dello Stato. Nel rispetto del pluralismo presente e contro ogni integralismo, lavoriamo uniti per la crescita di un'etica laica e condivisa. Questa legge, se passerà, ci porterà fuori dall'Europa e obbligherà le coppie sterili a rivolgersi al mercato clandestino. E cosa diranno poi i giovani di questo Parlamento, della incoerenza della politica rispetto all'attuale stato dei fatti, del fatto che la mancanza di regole accresce solo di divieti e nega diritti ormai consolidati. Senza contare che anche questa nuova legge, così come presentata, non ha copertura finanziaria sufficiente e delega alle singole Regioni la scelta di mantenere nel pubblico o consegnare del tutto ai privati le tecniche di riproduzione assistita. Tutto ciò a garanzia di un ulteriore entrata nelle tasche del mercato privato della salute che sempre più si va drammaticamente incentivando nel nostro Paese, in barba ad un sistema sanitario pubblico equo e solidale. Necessario soprattutto in queste particolari coinvolgenti situazioni umane».

Redazione Nove da Firenze