Il Parto delle Nuvole Pesanti al Castello dell'Acciaiolo di Scandicci venerdì 7 settembre alle ore 22


l Parto delle Nuvole Pesanti, al Castello dell’Acciaiolo per un appuntamento da non perdere, ha rinnovato la musica folk italiana per portarla alla più alta categoria del pop. E’ uno dei gruppi che tiene più concerti di tutto il sud Europa.
Musica che è miscellanea pura di stili e di tensioni: ballate tarantolate, il punk sposato nervosamente al folk, il dialetto fuso a un italiano denso e convincente, ma anche vocalizzazioni, mugugni, urli, tutto un codice che liberamente va interpretato a più livelli. Poi danze, e ancora fughe ritmiche, per descrivere struggenti paesaggi metropolitani e deserti naturali che avanzano.
Riassunto perfetto del concetto di poetica dell’emigrante, simbolo di tutte le trasformazioni culturali che avvengono nel mondo grazie al passaggio di una cultura nell’altra, Il Parto delle Nuvole Pesanti innesta già nella poesia del proprio nome tutta la forza evocativa dei Sud del mondo. Ma sono soprattutto i concerti a rendere celebre l’apparizione de Il Parto sulla scena italiana a partire dal 1995. Il cantante Peppe Voltarelli è un bardo, una sorta di frontiera vivente tra il tradizionale litanista calabrese e il grintoso e universale performer caro al palco teatrale quanto a quello rock. Il primo album, del 1995, è “Alisifare”, una sorta di pentola magica in cui si mescolano molteplici tendenze, ricche di infinite possibilità di interpretazione. La seconda prova discografica è “Pristafora” (Helter Skelter), cui segue un grande numero di concerti in tutta Italia. Il terzo album “4 battute di povertà” (Lilium/Sony Epic) frutta al gruppo una lunga serie di riconoscimenti, tra cui il Premio Tenco 1998 e l’invito come ospiti al Sanremo Rock dello stesso anno; nel 1999 sono secondi assoluti come Gruppo rivelazione italiano al PIM (Premio Italiano di Musica) per l’inserto “Musica” de La Repubblica. Si esibiscono sempre nel ’99 al concerto del 1° maggio a Roma alla presenza di oltre 500.000 persone. Vengono segnalati nuovamente nel ’99 al Premio Tenco a fianco di Teresa De Sio; lo stesso anno prendono parte al progetto “La notte del Dio che balla” (CNI): disco e tour improntati sul recupero della Taranta, potente e intramontabile forma espressiva. Centinaia di concerti e poi nel 2001 la pubblicazione dell’album “Sulle Ali della Mosca” (Lilium/Sony Epic). E ancora nel 2001 sono finalisti al PIM nella categoria Gruppo rivelazione dell’anno.
Il Parto dà il meglio di sé nelle esibizioni live, grazie a una incredibile capacità di coinvolgimento del pubblico. In poco più di due anni hanno tenuto oltre 250 concerti.
Il nuovo album “Sulle Ali della Mosca” è frutto di una intensa e partecipata collaborazione con numerosi artisti provenienti dalle più disparate esperienze, che hanno contribuito a dare vita a un’opera dalla forte carica emotiva, ricca di spunti creativi. Già in fase di arrangiamento i brani hanno goduto della presenza di MUCE, musicista di Sarajevo ed ex componente dei No Smocking, in cui ha militato a fianco di Goran Bregovic e di Emir Kusturica. E ancora gli apporti di Edoardo Maraffa al sax, Alessandro Garofalo alle tastiere (ex tastierista dei Sud Sound System). Continua la collaborazione con Teresa De Sio e con Roy Paci, trombettista raffinato già collaboratore di Manu Chao, dei Mau Mau e di Vinicio Capossela. Molti gli apporti di collaboratori e dei componenti stessi della band per giungere ad un risultato di altissima qualità: i preziosi contributi si uniscono infatti alla consueta verve che contraddistingue la sanguigna proposta musicale de Il Parto, dando vita ad una nuova dimensione che è pulsione ritmica unita con efficacia alla melodia delle tradizioni popolari.

Redazione Nove da Firenze