La difficoltà di integrazione tra politica e reti

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 luglio 2000 00:22
La difficoltà di integrazione tra politica e reti

Riceviamo dal professor Paolo Manzelli dell'Education Research Laboratory / EGO-CreaNET e volentieri pubblichiamo:
La conservazione concettuale e politica tende ad appropriarsi delle innovazione tecnologica della comunicazione fondando la utilizzazione dell'ICT sull'entertainment e sulla diffusione di una educazione accademica intrisa di vecchi ed obsoleti contenuti in via separata della evoluzione dei mercati e dello sviluppo del terzo millennio.
L'obiettivo di espandere vecchi contenuti e concezioni dello sviluppo a mezzo dei nuovi media , inibisce infatti la creatività interattiva di un sistema di connettività telematica; questo fare disinvolto e fuorviante perche' incapace di dotarsi di strumenti concettuali adeguati alle nuove modalita' di sviluppo dei mercati, portera' a degenerazione ogni politica che insista nel sostenere vecchie concezioni gerarchiche del governo dei popoli imboniti dai mass-media.
Da tali semplici considerazioni emerge la effettiva necessita' di dotarsi di nuovi strumenti concettuali adeguati a comprendere l'essenza del mutamento che deriva da una applicazione in difesa del Mercato tradizionale di piccoli negozi e casbe nel mediterraneo, utilizzando di nuove concezioni delle logistica dei trasporti merci accllerate dalla utilizzazione delle reti interattive.
Nella logica della societa' industiale infatti esistevano due tempi: prima si doveva produrre e poi vendere, da cio' era evidente la centralità territoriale della fabbrica, oggi nella logica della sociata' della comunicazione interattiva e della sovrapproduzione ed automazione della produzione, invece si vende tutto cio che si puo' trasportare ovunque lo si procuri (attività in formidabile espansione di "e.

Procurement" insegna).
La localizzazione della politica impone, per coloro che intendono fare politica in rete, una netta scissione delle loro attivita dai meccanismi elettoralistici troppo legati al territorio per dare adito ad una evoluzione della politica di sinistra contemporanea in senso internazionalista.
Dal momento che possiamo dire che fino ad oggi si è scherzato a fare e scimmiottare "politichese in rete", ma che da oggi si aprono nuove condizioni di far politica di sviluppo e quindi massa in rete (e.govern ed e.democracy), la riflessione sulla scissione tra territorio e reti deve saper formulare una politica intrisa di un sentimento piu' profondo ed umano, che sappia interpretare una esigenza della sinistra, quella ancora ideale, ma non utopica, di rinnovare la politica sulla base di nuovi fondamenti che convergono nella volonta e nella creativita' di realizzare una umanizzazione universale della globalizzazione imperialista dei mercati, datosi che quest'ultima è fondata sulla conservazione di vecchie ed obsolete concezioni dello sviluppo e della cultura ed improntata la diffusione unidirezionale di concezioni fuori ormai al di fuori dell tempo e lo spazio delle reti, proprio tramite l'utilizzazione IMPROPRIA della information communication tecnology.

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