mercoledì 26 novembre 2014

Moni Ovadia al Teatro della Pergola sino a domenica

La madre è morta! O tutte le madri sono morte? E se non è morta cosa aspettiamo ad ucciderla? Durante la "prova d'orchestra" si scatenano liturgie, litanie, filastrocche, danze, canti, memorie letterarie, storie e storielle per raccontare frammenti di madre, di un'immagine materna che si è infranta definitivamente. La lingua madre si mescola con altre mamme/lingue. L'idea ispiratrice è che dopo psicanalisi e feminninismo (per non parlare dell'ingegneria genetica) in Occidente della madre non ci sia più bisogno. Figuriamoci lo sconvolgimento per una tradizione culturale identificatasi nel culto della razza/madre, della religione/madre, della terra/madre. Caduto l'"unicum generativo", orfani non solo di nostra madre, ma della madre tout court, si annuncia il crepuscolo delle madri.
Lo spazio in cui si dipana lo spettacolo, è un luogo in cui si svolgono delle prove. Ci sono alcune sedie, un pianoforte, leggii e un bric à brac di oggetti e cianfrusaglie. Ci sono anche un'orchestrina di autòmi (la Teatherorchestra), forse uno schermo cinematografico, una macchina/gobbo. E Moni Ovadia col suo bagaglio di cultura popolare ebraica dell'Europa dell'est, cultura jiddisch, con il suo inconfondibile umorismo.

Redazione Nove da Firenze