Rubrica — Editoria Toscana

A 40 anni dalla strage di Via Fani del 16 marzo 1978

In libreria il libro che ricostruisce la vita degli agenti di scorta di Aldo Moro e quella dei loro familiari dopo il massacro


Fu un passaggio in autostrada, un torrido giorno d’estate del ’77, per caso, che il vicebrigadiere di Polizia Franco Zizzi dette a suo padre Luciano, scomparso nel 2009, ad innescare tutto. Un episodio casuale che oggi, dopo quarant’anni dal massacro di Via Fani, Filippo Boni ha trasformato in un libro. E’ nelle librerie da ieri, l’8 marzo, nel quarantennale dell’attentato più emblematico degli Anni di piombo, Gli eroi di via Fani”, l’ultimo libro scritto dallo storico e giornalista valdarnese. Il volume, edito da Longanesi, con la prefazione del direttore di Repubblica Mario Calabresi, attraverso un viaggio che lo scrittore ha compiuto due anni fa dopo una promessa fatta al padre prima che morisse, racconta per la prima volta la vita dei cinque agenti della scorta di Aldo Moro, trucidati dalle Brigate Rosse nell’attentato del 16 marzo 1978. Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi sono i nomi dei due carabinieri e tre poliziotti che persero la vita in via Fani e che – nel frastuono mediatico dei giorni successivi all’attentato, concentrato sul rapimento e poi sulla morte del presidente della Democrazia Cristiana – finirono fin da subito in secondo piano, per poi venire dimenticati. Spinto da un bisogno personale e civile, Boni ha così ricostruito le vite spezzate di questi cinque servitori dello Stato e per farlo è andato nei luoghi in cui vivevano, a parlare con le persone che li avevano amati e conosciuti: genitori, figli, fratelli e fidanzate a cui il terrorismo ha impedito di sposare l’uomo che amavano. Grazie a queste testimonianze inedite, “Gli eroi di via Fani” rappresenta un ritratto lucido e allo stesso tempo commosso di quelle vite umili ma piene di sogni e di affetti e restituisce verità e memoria a quei corpi prima trucidati e poi dimenticati. Al tempo stesso il libro riesce nel compito di restituire un affresco di un’Italia semplice e vera che tenta di resistere alle atrocità della storia e si ostina a guardare al futuro. Filippo Boni, si è laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze con una tesi sui massacri nazisti in Toscana. Studioso del Novecento e degli Anni di piombo, ha pubblicato svariati saggi sulla Resistenza e sull’età contemporanea.

Redazione Nove da Firenze