60.000 persone in Toscana colpite da malattie delle valvole cardiache

A Firenze, organizzata da Cuore Italia – Heart Valve Voice con la partecipazione di Senior Italia Federanziani, una conferenza pubblica per far luce su queste malattie e su come curarle


Firenze, 20 maggio 2017 – 8 mila litri di sangue pompati ogni giorno, quattro valvole che devono lavorare al meglio per permettere il corretto funzionamento del cuore, ma che, soprattutto con l’andare dell’età, possono ammalarsi in maniera seria. In Toscana le malattie delle valvole cardiache colpiscono quasi 60 mila persone, oltre 16 mila nella sola provincia di Firenze. Nonostante questo, sono ancora poco conosciute e preoccupano gli italiani meno di quanto sia immaginabile: solo il 5 per cento della popolazione italiana, infatti, conosce l’esistenza di queste malattie, che ogni anno riguardano oltre 1 milione di persone, e ancor meno (2 italiani su 100) ne riconoscono la gravità. Infatti, se non trattate per tempo, le malattie delle valvole cardiache possono portare a gravi limitazioni fisiche fino a invalidità o morte in pochi anni dall’insorgenza dei primi sintomi.

Cuore Italia, organizzazione appartenente al network internazionale Heart Valve Voice, nata nel 2016 per aumentare la consapevolezza su queste malattie e per informare le persone su come riconoscerle in tempo e curarle al meglio, ha affrontato l’argomento a Firenze oggi, nel corso della conferenza pubblica “Le malattie delle valvole cardiache”.

“Cuore Italia - Heart Valve Voice vuole dare voce alle persone con malattie delle valvole cardiache, far conoscere quali siano i sintomi che, pur riguardando un numero elevato di persone, sono spesso ignoti e ignorati dalla quasi totalità della popolazione. Pur colpendo soprattutto persone di età superiore ai 65 anni, occorre considerare che tali pazienti possono tornare ad una elevata qualità di vita se trattati con modalità e tempistiche adeguate”, ha spiegato Roberto Messina, Presidente di Cuore Italia - Heart Valve Voice.

È facile comprendere che, con il previsto aumento della popolazione anziana in Europa, le malattie delle valvole del cuore riguarderanno sempre più persone: - Eurostat infatti stima che gli attuali 85 milioni di over 65 nell’Unione Europea raddoppieranno, raggiungendo quasi un terzo della popolazione continentale nel 2050.

“Le malattie delle valvole cardiache oggi si possono individuare agevolmente, diagnosticare e soprattutto curare – ha detto Niccolò Marchionni, Professore di Medicina Interna-Geriatria, Università di Firenze e Direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare AOU Careggi, Firenze - e sono molto più comuni di quanto si possa pensare. Il rischio di andare incontro a una malattia delle valvole cardiache cresce con l’età. La stenosi aortica, la forma più comune nei paesi sviluppati, interessa tra il 2 e il 7 per cento degli over 65 e oltre i 75 anni di età le malattie delle valvole cardiache riguardano il 13 per cento della popolazione. In Italia, già oggi si calcola in quasi 1 milione il numero delle persone colpite, in forma moderata o grave, da stenosi aortica o insufficienza mitralica”.

Nonostante questi numeri impressionanti e destinati ad aumentare, le malattie delle valvole cardiache sono ancora gravemente sottostimate dalla popolazione. Infatti solo 5 italiani su 100 sanno che cosa sia, ad esempio, la stenosi aortica - il restringimento dell’area valvolare aortica, causato per lo più da depositi di calcio sui lembi della valvola, con conseguente ostacolo al flusso di sangue dal cuore all’aorta. “Ciò che è peggio - ha commentato Alessandro Boccanelli, Presidente Società Italiana di cardiologia geriatrica (SICGe) - è il fatto che, oltre a non conoscere queste malattie e i loro sintomi, le persone non sembrano neanche esserne particolarmente interessate o spaventate, nonostante le forme più gravi possano causare gravi limitazioni fisiche, invalidità o morte in pochi anni dall’insorgenza dei primi sintomi. Il tutto è reso ancora più preoccupante dal fatto che, se diagnosticate correttamente, le malattie delle valvole cardiache possono invece essere curate”.

È importante che, all’insorgenza di sintomi sospetti (per quanto non caratteristici) quali affaticamento, dolore al petto, vertigini o palpitazioni, carenza di fiato, il paziente si rivolga al proprio medico. “La prima diagnosi è abbastanza semplice: basta auscultare il cuore con un fonendoscopio per ascoltare il caratteristico ‘soffio’, che di solito è la prima indicazione di un disturbo a una valvola cardiaca. Successivamente, per conferma, si eseguono un elettrocardiogramma e un’ecocardiografia”, ha ricordato Pierluigi Stefano, Direttore Cardiochirurgia AOU Careggi, Firenze. “Se diagnosticate tempestivamente, le malattie delle valvole cardiache possono essere curate e, con le cure adeguate, si può riacquistare una buona qualità di vita. Una valvola cardiaca danneggiata può essere riparata oppure sostituita con un intervento cardiochirurgico, la cui tecnica è andata via via migliorando negli anni con la messa a punto di procedure minimamente invasive, sino alla più recente TAVI, un intervento per sostituire la valvola aortica senza aprire il cuore, nelle persone considerate a rischio elevato per un intervento di cardiochirurgia”.

L’Associazione Cuore Italia - Heart Valve Voice, con sede a Roma, nasce dalla collaborazione con Senior Italia Federanziani, per promuovere la diagnosi precoce delle malattie delle valvole cardiache e garantire un percorso di cura chiaro ed efficace, abbattendo i principali ostacoli per l’accesso alle terapie: dalla scarsa conoscenza della malattia agli esigui finanziamenti per le procedure di ricerca innovative. “Siamo convinti che le persone con disturbi alle valvole cardiache meritino le migliori cure, in particolare gli anziani. Il nostro obiettivo è cambiare la cura delle malattie delle valvole cardiache e aiutare le persone a condurre una vita qualitativamente migliore. Ci rivolgiamo a chi soffre o è a rischio di queste malattie, ai loro familiari e amici, ma anche a tutte le persone che vogliono aderire alla nostra campagna di sensibilizzazione per migliorare la cura di queste malattie”, ha concluso Roberto Messina.

Redazione Nove da Firenze